Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

Come avevamo scritto in precedenza, in occasione della comparsa delle macchie solari AR 2785 e 2786 a dicembre dello scorso anno, il nuovo ciclo solare è finalmente ricominciato.
E' noto che il Sole ha un ciclo di attività di circa 11 anni; quello attuale, il numero 25, è cominciato alla fine 2020 con la comparsa delle due macchie sopra citate dopo quasi due anni di quiete pressoché assoluta (sempre che di quiete si possa parlare nel caso di una stella!!) e in questi giorni ha dato la prima, vera dimostrazione della sua intensità. L’evento che ha attirato l’attenzione di molti osservatori e amatori è stata la comparsa di una nuova macchia, la AR 2835, alla fine di giugno. Inizialmente piuttosto piccola, le sue dimensioni sono rapidamente cresciute a dismisura, arrivando quasi a raddoppiare ogni giorno, fino a raggiungere un diametro di 150 000 Km: oltre dieci volte quello della nostra Terra o, se preferite, quasi la metà della distanza Terra-Luna.

Ma questa non è soltanto una “semplice” macchia, ma un vero e proprio indicatore della ripresa, intensa e violenta, del nuovo ciclo. Il 1° luglio ha avuto luogo un piccolo CME, un’Espulsione di Massa Coronale, ossia un getto di materiale solare che si è ‘staccato’ dalla sua superficie ed è stato lanciato nello spazio. Benché si sia trattato di un CME piuttosto contenuto, è stato il primo dopo molto tempo ad avere luogo. Poco tempo dopo, accanto alla nostra macchia è comparsa una piccola compagna, la AR 2836, un ulteriore segnale che quella particolare regione del Sole era molto attiva.

Ma l’evento principale ha avuto luogo il 3 luglio quando da quella zona si è scatenato un violentissimo flare, ossia una violentissima esplosione, di classe X1,5, la più potente degli ultimi quattro anni: l’ultimo evento di classe X (la categoria massima) aveva infatti avuto luogo a settembre 2017. Nel grafico sottostante si può notare il flusso di raggi X provenienti dal Sole con l’incredibile aumento avvenuto il giorno 3 luglio (dati NOAA). Le avvisaglie di un simile evento erano comunque evidenti, e il flare non ha colto impreparati gli astronomi: nei giorni precedenti, la macchia 2835 non stava crescendo solo in dimensione, ma stava anche aumentando la complessità della sua struttura dal punto di vista magnetico. Nell’immagine (immagine Solar Dynamics Observatory della NASA) riportata qui sotto è possibile vedere il dettaglio del campo magnetico di quella zona, il 1° luglio (appena 48 ore prima del flare); si noti in particolare il ‘mescolamento’ tra il polo positivo e quello negativo del campo magnetico, evidenziato nella seconda immagine. Quando campi magnetici di segno opposto e di tale intensità vengono a contatto, nella zona di confine può immagazzinarsi un’enorme quantità di energia, la quale poi viene liberata attraverso violenti flare, attraverso un processo noto come riconnessione magnetica.

Nelle scorse ore, questa macchia ha iniziato a scomparire, ma come predetto si tratta solo dell’inizio di un nuovo ciclo che raggiungerà il suo apice probabilmente intorno al 2024. Queste macchie e questi flare, dunque, dovrebbero diventare sempre più frequenti nei mesi a venire, e noi continueremo a monitorare il Sole riprendendo questi spettacolari fenomeni.

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