Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

La protagonista indiscussa nei cieli di luglio di quest’estate è stata senza ombra di dubbio lei: la cometa C/2020 F3 (NEOWISE). È infatti dal 1997 che astronomi e astrofili attendono il passaggio di una nuova cometa brillante come la Hale Bopp; dopo la "delusione" delle comete C/2019 Y4 (ATLAS) (https://www.osservatoriosormano.it/it/news/le+nostre+news/atlas%2C+il+destino+di+una+cometa/331) e C/2020 F8 (SWAN), entrambe frantumate in prossimità del Sole, l’attesa è stata ripagata.

Scoperta il 27 marzo 2020 dal telescopio spaziale WISE (Wide-Field Infrared Survey Explorer), lanciato dalla NASA il 14 dicembre 2009, prende il nome dalla sua più recente missione, denominata NEOWISE dal momento che si occupa di osservare in infrarosso i NEO (Near Earth Objects), quei corpi celesti le cui orbite intersecano o si avvicinano a quella terrestre, dunque potenzialmente pericolosi. Al momento della scoperta la cometa si trovava nella costellazione australe della Poppa, ad una declinazione di -48°, distante 315 milioni di km dal Sole (2,1 UA) e 255 milioni di km dalla Terra (1,7 UA), in avvicinamento.

Accurati calcoli orbitali hanno permesso fin da subito di determinare la sua eccentricità (0,9991762±0,000023) e la sua inclinazione rispetto all’eclittica (128,938°), stabilendo in questo modo che si tratta di una cometa a lungo periodo, proveniente dalla nube di Oort. È stato inoltre calcolato che il perielio, il punto dell’orbita più vicino al Sole, sarebbe stato raggiunto il 3 luglio 2020, ad una distanza di soli 43,5 milioni di Km dal Sole (0.29 UA), mentre l'afelio, il punto più lontano dal Sole, è stato stimato a circa 715 UA, oltre 18 volte la distanza di Plutone dal Sole.

Una cometa diventa visibile quando, avvicinandosi al Sistema Solare interno, il calore del Sole fa sublimare i suoi strati di ghiaccio più esterni; si generano così correnti di polvere e gas che formano una grande ma rarefatta atmosfera attorno al nucleo, chiamata chioma, mentre la forza esercitata sulla chioma dal vento solare conduce alla formazione di un'enorme coda di gas che punta in direzione opposta al Sole. Le polveri, invece, più pesanti, formano una seconda coda distinta, che si mantiene sull’orbita della cometa. La prossimità al perielio rappresenta il punto più imprevedibile per il destino di una cometa; citando l’astronomo canadese David Levy: “Le comete sono come i gatti: hanno la coda e fanno esattamente quello che vogliono”. Questo perché, come accaduto per ATLAS e SWAN, l’intenso calore del Sole potrebbe disintegrare i loro nuclei e quindi far crollare la loro luminosità oppure, all’altro estremo, causare un’esplosione luminosa. La Neowise è sopravvissuta indenne, arrivando a brillare come una stella di prima magnitudine, rendendola di fatto la cometa più luminosa nell’emisfero boreale fin dai tempi della Hale-Bopp nel 1997.

Una cometa così brillante ha inoltre consentito di approfondire alcuni studi riguardo la composizione chimica del nucleo. Nei giorni immediatamente successivi al passaggio al perielio, l’aspetto della Neowise era dominato da una chioma e una coda di polveri giallastre, per poi passare in modo abbastanza repentino al colore verde-azzurro. Analisi spettroscopiche hanno permesso di attribuire il colore giallo all’emissione del sodio, fenomeno già osservato in diverse comete, tuttavia, solo in altri rari casi di comete molto luminose, usando determinati filtri interferenziali a banda stretta, si è riusciti a distinguere una vera e propria coda formata da atomi di sodio neutro. Già dal giorno 18 luglio, gli spettri non mostrano più l’emissione del sodio, mentre sono presenti le usuali bande dello ione cianuro (CN-) e della molecola di carbonio (C2) che conferiscono il caratteristico colore verde-blu. Resta ancora da capire il perché di questa rapida emissione di sodio: si è esaurita la fonte nel nucleo oppure era ancora presente ma non è stato più espulso perché la cometa si stava allontanando dal Sole? L’ipotesi più plausibile sembra la prima, ma studi al riguardo sono ancora in corso.

Alle nostre latitudini, la Neowise ha iniziato a tenerci compagnia dai primi di luglio, visibile tra le luci dell’alba verso le 4 del mattino, bassa sull’orizzonte di nord-est, aumentando luminosità giorno dopo giorno. A partire da sabato 11 luglio è diventata osservabile la sera guardando verso nord-ovest, fra le 21 e le 24, per poi diventare, nel giro di pochi giorni, circumpolare: si trovava cioè in ogni momento sopra l’altezza dell’orizzonte e quindi, a patto di non avere ostacoli fisici quali montagne o edifici, era visibile per tutta la notte. Dal nostro Osservatorio, prima di nascondersi dietro il San Primo a una certa ora, era ben visibile per tutta la sera, dandoci così lo stimolo e l’opportunità per riaprire di nuovo al pubblico dopo il lockdown, nelle due giornate di domenica 19 e sabato 25 luglio.

Il giorno 23 luglio ha raggiunto il perigeo, il punto della sua orbita più vicino alla Terra, a circa 103 milioni di km da noi (0,69 UA), diventando nei giorni seguenti sempre più difficilmente rintracciabile a occhio nudo e, dal primo di agosto, visibile solamente con un binocolo o telescopio. Ma, come detto sopra, non è un addio, ma un arrivederci: secondo i dati orbitali, una volta tornata ai confini del Sistema Solare, l’attrazione gravitazionale del Sole la richiamerà di nuovo a sé e verrà nuovamente a farci visita tra circa 6700 anni; appuntamento quindi per l’8720!

In un futuro più prossimo invece? Si può sperare, tra un paio d’anni, nella cometa C/2017 K2 PANSTARRS (https://www.osservatoriosormano.it/it/news/le+nostre+news/che+fine+ha+fatto+la+cometa+del+secolo+%3F/321)

Vi proponiamo alcune tra le più significative immagini scattate da noi, alla cometa, in ordine cronologico da quando la si poteva scorgere poco prima dell'alba alle splendide serate in compagnia del numerosissimo pubblico.

Molto suggestive le immagini della Neowise "ambientata" sopra il nostro lago di Como, con la pineta della Colma ed il Monte San Primo nonché quella con le Grigne e l'Osservatorio.

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