Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

“Le comete sono come i gatti: hanno una bella coda ma non si sa mai come si comporteranno”.

Così recita una dicitura coniata dall’astrofilo Davi Levy e divenuta ormai famosa tra gli appassionati. Questa frase calza a pennello per descrivere ciò che sta accadendo nei nostri cieli in questi giorni: archiviata la PANSTARRS che ci ha tenuto compagnia nei giorni di Pasqua, stavamo tutti attendendo il passaggio della ISON, la "cometa del secolo" (come è stata a volte ribattezzata) che avrebbe dovuto mostrarsi in tutto il suo splendore durante le festività natalizie; purtroppo la cometa non è "sopravvissuta" al passaggio troppo ravvicinato con un Sole particolarmente attivo in questi giorni e il tanto atteso spettacolo non avrà pertanto luogo. Tuttavia, come si diceva, le comete sono imprevedibili, nel bene e nel male; ed ecco che un oggetto apparentemente anonimo e oscurato dalla fama della più vistosa ISON sta invece sostituendo, e anche egregiamente, la sua più nota "collega": stiamo parlando della C/2013 R1, meglio conosciuta con il nome di Lovejoy. Si tratta di una cometa a lunghissimo periodo (tornerà a farci visita solo tra 6300 anni!), scoperta dall’astrofilo australiano Terry Lovejoy lo scorso 7 settembre, per poi passare nei cieli dell’emisfero settentrionale il 14 ottobre. Dopo il passaggio al perigeo il 19 novembre, ha proseguito la sua marcia di avvicinamento al sole e, quasi inaspettatamente, è diventata la "star" indiscussa di questo mese raggiungendo una magnitudine apparente di 4,6 e quindi visibile (seppur con molta fatica) anche ad occhio nudo tra la costellazione della Corona Boreale e quella di Ercole . Nell’immagine a fianco è possibile vedere le due spettacolari code di questa cometa: quella costituita da gas ionizzati - più marcata, sottile e aperta a ventaglio - e quella composta da polveri e detriti - più ampia ma anche più tenue. Sembra dunque riproporsi la stessa situazione di due anni fa, quando nel mese di dicembre la cometa W3 (anche questa scoperta da Lovejoy) è fortunatamente sopravvissutaal passaggio ravvicinato con il Sole, nonostante le previsioni sfavorevoli, ed è diventata uno degli oggetti più belli degli ultimi tempi, anche se visibile solo nell’emisfero australe. Quest’anno la storia sembra si stia parzialmente ripetendo, ma stavolta saremo noi a goderci lo spettacolo che avrà luogo circa fino a capodanno, subito dopo il tramonto e poche ore prima del sorgere del Sole.

A fianco alcune immagini scattate alla Lovejoy.
Uno scatto alla portata di tutti con la cometa appena percettibile nel panorama che include l’Osservatorio. Basta fissare la fotocamera su cavalletto e non esagerare con la posa. Pena, la rotazione della Terra lascerebbe delle marcate tracce anziché il nitido punto delle stelle, penalizzando la risoluzione finale.

Un buon teleobiettivo ed una esposizione di circa 30 secondi mostrano una lunga e marcata coda ma necessitano di un inseguitore stellare

Infine , il grande telescopio dell’Osservatorio ed una più marcata esposizione, esaltano ogni dettaglio della complessa coda di ioni, fin nei più deboli particolari .

Cometa Lovejoy
Cometa Lovejoy

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