Osservatorio Astronomico Sormano

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Helix nebula: 5 miliardi di anni in un secondo
pubblicato il: 26 novembre 2015
Come noto, il nostro Sole altro non è che una gigantesca centrale nucleare a fusione la quale esaurirà completamente il suo combustibile tra circa 5 miliardi di anni. Si tratta ovviamente di un futuro lontanissimo e questo significa che nessuno di noi potrà ammirare gli spettacolari cambiamenti che accompagneranno le fasi finali della vita della nostra Stella.

Ricordandoci che l’ universo funziona come una gigantesca macchina del tempo, visto che la luce dei vari oggetti, a causa delle enormi distanze che ci separano, impiega secoli, millenni o addirittura milioni di anni prima raggiungerci possiamo però permetterci di dare una sbirciatina al nostro futuro. Un esempio è dato dalla Nebulosa Elica (o Helix) che costituisce una fedele anticipazione del destino che attende il nostro Sole.

Scoperta nel 1824 e situata a circa 600 anni luce da noi in direzione della costellazione dell’Acquario, la Helix (classificata anche NGC 7293) è il tipico esempio di nebulosa planetaria, ossia una grossa nube di gas e polveri che rappresenta ciò che rimane quando una stella molto simile al Sole esaurisce il suo combustibile. Dopo una prima espansione, i componenti residui della stella originaria vengono espulsi nello spazio, disponendosi generalmente in maniera molto simmetrica e circolare; di conseguenza, se la sua posizione rispetto alla Terra è tale da consentirci di osservarla dalla giusta angolazione (ossia, da uno dei due poli) la nebulosa ci apparirà come un gigantesco anello, proprio come nel caso della Helix o come la simile Messier 57, Ring Nebula.

L’affascinante colorazione di questo oggetto è dovuta all’effetto combinato della temperatura e della composizione chimica. Al centro della nebulosa è situata una nana bianca, l’ultimo residuo del nocciolo incandescente della stella originaria, che riscalda il gas circostante. Le zone centrali, più vicine alla nana bianca, sono quindi le più calde e questo consente all’ossigeno ivi presente di ionizzarsi e di emettere la sua tipica luce azzurrina; man mano che ci si avvicina alla periferia, la temperatura diminuisce sempre di più, e l’idrogeno (più semplice e leggero) riesce a mostrare la sua colorazione rossastra.

Helix è dunque un oggetto estremamente interessante sia dal punto di vista della ricerca professionale sia da quello dell’astronomia amatoriale: la sua vicinanza e il suo notevole diametro (quasi 3 anni luce) si traducono in una dimensione apparente paragonabile a quella della Luna piena, rendendola visibile anche da piccoli strumenti.