Osservatorio Astronomico Sormano

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M33, una girandola fioccosa
pubblicato il: 29 marzo 2017
Nell’osservazione del cielo sono solitamente le nebulose a dare un tocco di colore e vivacità alle riprese fotografiche che vengono effettuate. Basti pensare alle pennellate rosse con cui è dipinta la Testa di Cavallo, all’equilibrio di rosa e azzurro presenti in M42 o nel Velo del Cigno, alle tonalità di blu della Iris o alle spruzzate di giallo e arancione della Ring Nebula. Purtroppo, possiamo osservare soltanto le nebulose presenti nella nostra Via Lattea: essendo infatti delle “semplici” nubi di gas e di polveri esse non emettono luce propria, ma si limitano a riflettere o a riemettere quella delle stelle poste nelle loro immediate vicinanze; di conseguenza, possiamo vedere soltanto quelle non troppo distanti da noi.

Le nebulose presenti in altre galassie sono quindi al di fuori della nostra portata; anzi, solitamente non è possibile risolvere neppure le singole stelle che le compongono (a meno di eventi eccezionali come l’esplosione di una supernova), tant’è che i bracci di una galassia a spirale ci appaiono spesso molto compatti e omogenei nonostante gli astri al suo interno siano separati da decine se non addirittura da centinaia di anni-luce. Dobbiamo dunque accontentarci delle nebulose presenti nel “giardino di casa nostra”, a meno che... bhè, a meno che una glassia particolarmente vicina a noi non sia anche eccezionalmente ricca di queste nuvole; è il caso di M33, la cosiddetta Galassia del Triangolo in quanto situata nell’omonima costellazione. Chiamata anche (specialmente nei paesi anglofoni) Pinwheel, Girandola, fu scoperta nel 1654 dall’astronomo italiano Giovanni Battista Hodierna e poi riscoperta indipendentemente esattamente 110 anni dopo da Charles Messier, che provvide ad inserirla nel suo catalogo.

La M33 è la seconda galassia più vicina a noi, dopo quella di Andromeda, distando 2.900.000 anni luce; è stata inoltre uno dei primissimi oggetti per i quali è stata notata una struttura spiraliforme, sebbene non fosse ancora chiara la sua natura galattica e venne ritenuta soltanto una curiosa nebulosa della Via Lattea. M33 è ricchissima delle cosiddette regioni H II, ossia di nebulose ad emissione all’interno delle quali nascono continuamente nuovi sistemi stellari. Queste stelle neonate sono molto grandi e massicce e, soprattutto, estremamente calde e luminose; la loro energia finisce con l’eccitare i gas delle nebulose all’interno delle quali si trovano (in particolare l’idrogeno) e queste la riemettono sotto forma di luce rossastra. Il risultato finale consiste nell’immagine di una galassia cosparsa qua e là di belissimi puntini rossi, come fossero una miriade di lampioni colorati disseminati lungo una strada poco illuminata; il più grande ed evidente è ben visibile nella regione in basso a sinistra, e si tratta di una nube la cui natura è molto simile a quella della nostra Nebulosa di Orione. Queste caratteristiche conferiscono ad M33 un aspetto molto originale: non più una spirale compatta ma bensì molto fioccosa; inoltre, un’attività stellare così intensa ha fatto sì che nel corso dei decenni siano state osservate ben sei Nove all’interno della galassia.

Oltre ad essere la nostra vicina di casa spaziale assieme ad Andromeda, la galassia del Triangolo ha anche discrete dimensioni (è la terza più grande del Gruppo Locale di cui facciamo parte): questo la rende un oggetto di magnitudine 6,3. Si tratta dunque di un oggetto alla portata anche dei binocoli, all’interno dei quali appare come una nuvoletta ovale dai contorni irregolari; in presenza di cieli estremamente bui e in condizioni eccezionalmente favorevoli per l’osservazione astronomica è addirittura possibile intravederla ad occhio nudo utilizzando la tecnica della visione distolta, che consiste nel cercare gli oggetti indirizzando lo sguardo lateralmente anzichè osservarli direttamente.