Osservatorio Astronomico Sormano

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Un campo da calcio volante
pubblicato il: 13 settembre 2012
Se una notte d’inverno un viaggiatore (mi scusi Calvino!).... vedesse un stella luminosa muoversi fra gli astri, cosa ne dedurrebbe? Un aereo potrebbe essere la prima risposta: no perchè in tal caso la luce sarebbe bicromatica (bianca/rossa) e lampeggiante! Una meteora o stella cadente potrebbe allora pensare il nostro osservatore? Ma allora come potrebbe spiegare che la durata dell’avvistamento non è di pochi secondi ma di parecchi minuti ad intensità costante? Terza risposta: magari un pianeta tipo Venere, Marte o Giove; in tal caso però il movimento rispetto alle stelle fisse sarebbe visibile solo su lunga posa fotografica! Probabilmente come quarta risposta egli direbbe che questa luce potrebbe essere un UFO (Un-identified Flying Object)! In effetti tale oggetto volante sarebbe davvero non-identificabile dal nostro osservatore.., ma vediamo di fare chiarezza.

Per decine di milioni di secoli, la Terra ha avuto un solo satellite: la Luna. Nel 1957 l’uomo ha iniziato ad inviare in orbita dei satelliti artificiali per fini scientifici e militari. Il primo fu lo Sputnik russo; l’Italia arrivò per quinta nel 1964; oggi (Set 2012) sono altre 50 le nazioni che hanno lanciato in orbita almeno un satellite, mentre altri 24 stati hanno mire spaziali analoghe. In totale c’è molta ferraglia sopra le nostre teste: migliaia di tonnellate di materiale metallico ci orbita intorno senza che noi ce ne accorgiamo .. ma ne sentiamo quotidianamente gli effetti attraverso innumerevoli applicazioni: telefonia, trasmissioni radio/TV, meteorologia, astronomia, geologia, oceanografia, ...

Qualche centinaio di questi satelliti è in funzione, mentre ce ne sono migliaia in disuso destinati a rientrare in atmosfera a fine vita operativa. Se i più piccoli sono un miracolo di miniaturizzazione (i Cube-sat pesano poco più di 1 kg!), il più grande è senza dubbio la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) le cui caratteristiche sono impressionanti: 108 metri di lunghezza per 73 m di larghezza e 20 metri di altezza (con pannelli non ortogonali).
Un campo di calcio che orbita mediamente 400 km sopra di noi alla ragguardevole velocità di 28'000 km/h; in grado di fare 16 orbite al giorno, la ISS è stata assemblata per moduli in 13 anni a partire dal 1998 con l’impiego di uomini e risorse di 5 agenzie spaziali (Americana, Russa, Giapponese, Canadese ed Europea). Per fare ciò gli Shuttle americani e le sonde russe Soyuz hanno portato in orbita 400 tonnellate di materiale che hanno richiesto 159 passeggiate spaziali per un totale di oltre 1000 ore nello spazio.
La stazione spaziale è abitata in permanenza da oltre 11 anni da astronauti che vivono nei moduli centrali della struttura avendo a disposizione un appartamento di circa 300 m3: i pannelli solari sono in grado di fornire 120 kW di potenza (ovvero l’equivalente di una palazzina di 10 piani!).
Innumerevoli esperimenti scientifici di svariata natura sono stati effettuati a bordo: in biologia, medicina, chimica, fisica, biologia si sfrutta la microgravità, nelle scienze naturali (astronomia, geologia, meteorologia..) la favorevole posizione osservativa. I test di permanenza prolungati, ci aiutano inoltre a capire gli aspetti fisiologici delle lunghe missioni spaziali in vista dei futuri programmi lunari e marziani delle agenzie spaziali interessate. Si prevede l’utilizzo della struttura per altri 10-15 anni: dopo di ché non sarà più compensato il decadimento orbitale di 2 km/mese e pertanto la stazione spaziale sarà incenerita dall’atmosfera terrestre con un drammatico e pirotecnico epilogo.

A causa del pensionamento del programma Shuttle, oggi solo i russi possiedono un vettore spaziale in grado di raggiungere l’orbita bassa della stazione spaziale: a breve saranno disponibili anche razzi privati che potranno anche aprire le porte ai facoltosi turisti in grado di pagare un conto a 6 zeri! Le estese dimensioni rendono la stazione spaziale internazionale il terzo oggetto più luminoso del cielo notturno dopo Luna e Venere, raggiungendo una magnitudine di -3.4, ovvero 15-20 volte più brillante di qualsiasi altro satellite artificiale.
Infatti ci sono decine di satelliti artificiali visibili ad occhio nudo; per esempio l’anno scorso (Set 2011) anche i Cinesi hanno lanciato in orbita la loro stazione spaziale Tiangong 1: con un volume 20 volte più piccolo sarà ultimata nei prossimi mesi ed ospiterà alcuni taikonauti per brevi periodi.

Quindi... se una notte d’inverno (o in qualunque altro periodo dell’anno) un viaggiatore... osservasse una stella luminosa muoversi fra gli astri è altamente probabile che in quel momento egli stia posando l’occhio sulla ISS e che egli sia a sua volta osservato dagli astronauti che ci vivono sopra! Chiunque voglia provare l’ebrezza di scrutarla nel cielo, dovrà consultare alcuni siti specializzati (tipo www.heavens-above.com) i quali forniscono mappe e orari di passaggio molto precisi in funzione del sito di osservazione! L’utilizzo di un piccolo binocolo, permetterà anche di vederne la struttura a moduli ed i pannelli solari; una macchina fotografica digitale su cavalletto mostrerà una strisciata come da foto allegate.

Morale: il nostro UFO di partenza è ora diventato un IFO (Identified Flying Object), avendone ben identificata la natura! ... Quindi buona caccia alla ISS!
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