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<title>Osservatorio Astronomico di Sormano > News e Photogallery</title>
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<description>Osservatorio Astronomico di Sormano</description>
<language>it-IT</language><item>
<title><![CDATA[Un brusco risveglio]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/news/news_20120514-748-11_maggio_2012_ww.jpg" align="left" hspace="10"  style="float:left;"/>Dopo un periodo di relativa quiete, la scorsa settimana si &egrave; verificata un&rsquo;intensa attivit&agrave; solare avente come risultato la comparsa di una spettacolare macchia solare denominata AR1476. Le sue dimensioni sono notevoli, tant&rsquo;&egrave; che &egrave; stato possibile rilevarla anche senza l&rsquo;utilizzo di telescopi: il suo diametro &egrave; di circa 160000km, equivalenti all&rsquo;incirca ad una dozzina di volte quello terrestre. Nella foto, scattata l&rsquo;11/05 dal nostro telescopio con filtro H-alfa, &egrave; chiaramente riconoscibile l&rsquo;AR1476 sulla destra, che risulta formata da una macchia pi&ugrave; grossa con attorno altre macchie di dimensioni minori, tutt&rsquo;attorno c&rsquo;&egrave; una zona bianca che sta ad indicare una regione soggetta a forti brillamenti, cio&egrave; eruzioni di materia che avvengono sulla fotosfera e con un&rsquo;energia pari a decine di milioni di bombe atomiche, in questo caso si tratta di brillamenti di tipo X (i pi&ugrave; intensi); pi&ugrave; a sinistra si possono notare anche altre due macchie di dimensioni inferiori; si possono anche notare una protuberanza a forma di ferro di cavallo subito sotto l&rsquo;AR1476 e altre due di dimensioni maggiori, una a destra e l&rsquo;altra sopra la macchia AR1477. Collegato a questa straordinaria macchia solare si &egrave; verificato un CME (Coronal Mass Ejection, espulsione di massa coronale) diretto alla velocit&agrave; di circa 1000km/s verso il nostro pianeta, l&rsquo;arrivo &egrave; previsto per oggi, 14 maggio, alle 14:30; le conseguenze che ci possiamo aspettare sono un incremento delle aurore boreali, disturbi alle comunicazioni e variazioni del campo magnetico terrestre; quest&rsquo;ultimo effetto, in particolare, &egrave; importante perch&eacute; permette di rilevare l&rsquo;arrivo del CME mediante l&rsquo;utilizzo di un magnetometro, come quello utilizzato presso il nostro osservatorio, una sorta di &ldquo;bussola&rdquo; molto sensibile in grado di misurare anche variazioni minime del campo magnetico terrestre.]]></description>
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<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Mon, 14 May 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Super Luna nel week-end]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/news/news_20120504-736-luna_apogeo_perigeo.jpg" align="left" hspace="10"  style="float:left;"/>Sabato 5 e Domenica 6 Maggio la Luna apparir&agrave; pi&ugrave; grande e pi&ugrave; luminosa della &ldquo;normale&rdquo; Luna piena.  Quest&rsquo;anno &egrave; l&rsquo;unica data per poter godere questo evento. La Luna si trover&agrave; al Perigeo, il punto pi&ugrave; vicino alla terra, alla distanza di 356.954Km, e sar&agrave; anche nella fase di Luna piena. Questa concomitanza di eventi, Luna piena e Perigeo, ci permetter&agrave; di vedere una Luna del 14% pi&ugrave; grande e 30% pi&ugrave; luminosa.  Ricordiamo che il diametro della Luna ad occhio sar&agrave; leggermente superiore della norma e solo paragonando delle fotografie fatte mese per mese di potr&agrave; notare la differenza.  La Luna sorger&agrave; verso le 20.15 circa e sar&agrave; questo il momento nel quale i fotografi dovranno immortalare il nostro satellite per ottenere le fotografie &ldquo;ad effetto&rdquo;. Per chi volesse cimentarsi ha bisogno di una buona fotocamera ed un obiettivo zoom. In questo modo, fotografando la Luna ad suo sorgere al massimo ingrandimento, sar&agrave; possibile ottenere fotografie veramente spettacolari.  Inviateci le vostre foto e le pubblicheremo !!  Nel video di seguito (in inglese) viene spiegato l&rsquo;effetto della Super Luna e potrete vedere bellissime fotografie. ]]></description>
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<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Fri, 04 May 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Istantanee di una pioggia invisibile]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/news/news_20120427-726-Sole_22_aprile_2012_ww_.jpg" align="left" hspace="10"  style="float:left;"/>Lo scorso 22 e 23 aprile il Sole ha attraversato una fase di intensa attivit&agrave;. In queste condizioni estreme, la nostra stella diventa un&rsquo;autentica miniera di fenomeni atti a regalare emozioni a qualunque astrofilo. Il primo della lista &egrave; sicuramente il discreto numero di protuberanze solari visibili; si tratta di enormi colonne di plasma che si innalzano verso lo spazio esterno generate da improvvise e violentissime esplosioni che hanno luogo sulla superficie del Sole. Tali getti di materiale possono estendersi per migliaia di chilometri, sospinte dal campo magnetico della nostra stella. Queste protuberanze possono essere a rapida evoluzione e dissolversi nel giro di qualche ora disperdendosi nello spazio, oppure quiescenti e persistere per intere giornate o addirittura mesi; queste ultime sono caratterizzate da una notevole brillantezza, a causa dell&rsquo;elevata densit&agrave; del materiale che le compone. Un secondo fenomeno, probabilmente meno spettacolare ma sicuramente altrettanto interessante ed emozionante, &egrave; costituito dalla presenza delle macchie solari, ossia di regioni della fotosfera (cio&egrave; della superficie) sufficientemente grandi da contenere comodamente il nostro pianeta all&rsquo;interno delle quali la temperatura &egrave; pi&ugrave; bassa rispetto al resto della superficie (circa 4000 K a fronte di un&rsquo;usuale temperatura di 6000 K). Anche queste macchie, al pari delle protuberanze, prosperano nelle fasi di forte attivit&agrave; solare in quanto sono generate dal campo magnetico della nostra stella che, se abbastanza intenso, pu&ograve; formare una sorta di &ldquo;tappo&rdquo; che impedisce al materiale caldo proveniente dal nucleo di affiorare in superficie. Queste meraviglie mozzafiato sono la punta dell&rsquo;iceberg di ci&ograve; che ci regala il Sole in queste situazioni; protuberanze e macchie sono infatti accompagnate dall&rsquo;espulsione di una miriade di microscopiche particelle che vanno a costituire quelli che vengono chiamati CME (acronimo di Coronal Mass Ejection, ossia Espulsione di Massa Coronale). Un paio di giorni dopo l&rsquo;inizio dell&rsquo;attivit&agrave; solare, queste particelle hanno investito la terra bombardandola come una fitta e incessante pioggia invisibile; essa &egrave; stata registrata e studiata sia da particolari satelliti scientifici (ad esempio ACE, situato ad 1,5 milioni di chilometri dalla Terra) sia da appositi rivelatori come quello di cui dispone il nostro osservatorio. Una pioggia assolutamente innocua per noi, ma che ha messo a dura prova la resistenza del campo magnetico terrestre, i cui disturbi sono stati osservati grazie al nostro magnetometro. Tale campo, generato dalla rotazione del nucleo del nostro pianeta, riveste infatti la funzione di un gigantesco scudo e le conseguenze dell&rsquo;impatto di CME possono essere rivelate da un apposito strumento. Andare a caccia di questi fenomeni &egrave; un&rsquo;emozione indescrivibile e con pochi eguali, anche se permeata da una leggera malinconia dovuta alla consapevolezza che le nostre latitudini ci escludono la possibilit&agrave; di osservare uno dei pi&ugrave; grandi spettacoli che possano deliziare l&rsquo;occhio di un astrofilo a seguito di un&rsquo;intensa attivit&agrave; solare: le aurore polari.]]></description>
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<pubDate><![CDATA[Fri, 27 Apr 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Asterismi stellari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/news/news_20120426-720-CR-399-_-Garradd-400k.jpg" align="left" hspace="10"  style="float:left;"/>Guardando il cielo notturno sotto un cielo buio, rimaniamo stupiti dall&rsquo;enorme numero di stelle che popolano la volta celeste, al punto che finanche i pi&ugrave; esperti a volte faticano ad orientarsi e riconoscere velocemente astri e costellazioni. Paradossalmente ci&ograve; &egrave; pi&ugrave; semplice sotto un cielo moderatamente inquinato dove il numero di stelle visibili &egrave; inferiore rendendo pi&ugrave; facile associare delle immagini e trovare dei riferimenti fra la stelle visibili.  Da sempre, l&rsquo;uomo ha osservato con stupore il cielo cercandone dei simboli intellegibili e condivisibili atti all&rsquo;orientamento notturno (le costellazioni), alle previsioni astrologiche e ai computi astronomici dei calendari: il termine canicola per esempio deriva dalla levata eliaca di Sirio (la stella pi&ugrave; brillante del cielo notturno che si trova nella costellazione del Cane Maggiore); la sua ricomparsa mattutina poco prima del sorgere del Sole verso l&rsquo;orizzonte Est, indicava per i nostri antenati sia l&rsquo;inizio della stagione torrida che, in tempi ancora pi&ugrave; remoti, l&rsquo;arrivo delle inondazioni del Nilo. Un altro esempio di etimologia arcaica &egrave; il termine Settentrione che deriva dal nome latino della costellazione dell&rsquo;Orsa Maggiore, nota per le sue sette stelle brillanti (per l&rsquo;appunto Septem Triones = sette tori) disposte a formare un grande carro orientato verso Nord, il quale pu&ograve; essere individuato anche sotto un cielo cittadino. Di particolare interesse sono gli asterismi, cio&egrave; quelle associazioni di stelle che assomigliano ad un oggetto di uso comune: il cielo n&egrave; &egrave; pieno ed &egrave; pertanto popolato da decine di teiere, grucce per gli abiti, alberi di natale, vasi, frecce, extra-terrestri, anelli di fidanzamento, lettere dell&rsquo;alfabeto, ecc... In alcuni casi le stelle dell&rsquo;asterismo appartengono allo stesso ammasso aperto, ma a volte esse sono solo prospetticamente allineate e ci appaiono associate solo per la nostra visione bidimensionale della volta celeste. Per la loro osservazione si richiede un piccolo binocolo su treppiede fotografico, una mappa del cielo per localizzare l&rsquo;oggetto ed un poco di fantasia per immaginarne la forma. Ecco un primo suggerimento per l&rsquo;osservazione al binocolo, di un trio di questi oggetti: il primo &egrave; l&rsquo;ammasso aperto Collinder CR-399, che si trova ad una distanza di circa 450 anni luce nella costellazione della Volpetta, fra l&rsquo;Aquila e il Cigno nei cieli primaverili ed estivi. Un nome asettico e privo di poesia che per&ograve; all&rsquo;osservazione visuale, immancabilmente suscita stupore perch&egrave; ricorda, nella forma, una gruccia appendiabito (qui ripresa in una foto del Settembre 2011 quando la cometa Garradd le pass&ograve; accanto; riuscite a vedere la forma a gancio dell&rsquo;asterismo?). E&rsquo; composto da una decina di stelle difficili da risolvere ad occhio nudo, ma l&rsquo;ammasso &egrave; percepibile come un piccolo batuffolo 8&deg; sud di Albireo, la famosa stella doppia del Cigno. Il secondo asterismo di facile visione binoculare &egrave; l&rsquo;ammasso aperto NGC 457 detto anche Ammasso ET, oppure del Bambino o della Civetta, che si trova a circa 8'000 anni luce di distanza nella costellazione di Cassiopea non distante dal doppio ammasso di Perseo. Il motivo del nome diventa evidente nella foto e/o all&rsquo;osservazione diretta coi propri occhi: provate a mostrarlo ai bambini durante le prossime serate osservative e chiedetegli di descriverlo! Per trovarlo occorre rintracciare la stella pi&ugrave; luminosa dell&rsquo;ammasso (&psi; Cas) che, brillando di magnitudine 5, risulta visibile ad occhio nudo sotto un cielo pulito. Tale stella forma uno degli occhi del piccolo extra-terrestre o del bambino o della civetta a seconda dell&rsquo;immagine che ci vogliamo associare. Infine il terzo asterismo, si chiama &ldquo;anello di fidanzamento&rdquo;: occorre centrare con un binocolo la stella Polare ed osservare con attenzione l&rsquo;orientamento delle stelle attorno ad essa. Si noter&agrave; un grazioso cerchio di diametro 1.75&deg; formato da una decina di deboli stelle di 10&deg; magnitudine, con la Polare brillante come un diamante incastonato nell&rsquo;anello. Gli osservatori pi&ugrave; attenti, dotati di un piccolo telescopio, potranno notare come la stella Polare sia in realt&agrave; una doppia la cui componente secondaria bianca dista solo 18&rdquo; dalla primaria gialla con una luminosit&agrave; 600 volte inferiore. Nome asterismo: Gruccia  Costellazione: Volpetta  AR: 19h 26m  Dec: +20&deg; 00'  Dimensione: 1.5&deg;  Nome asterismo: Ammasso ET Costellazione: Cassiopea AR: 01h 45 m  Dec: +58&deg; 20'  Dimensione: 0.5&deg;  Nome asterismo: Anello di fidanzamento  Costellazione: Orsa Minore AR: 02h 32m  Dec: +89&deg; 16'  Dimensione: 1.75&deg;]]></description>
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<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Thu, 26 Apr 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Supernova made in Italy]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/news/news_20120403-700-Messier_95_SN2012_ww.jpg" align="left" hspace="10"  style="float:left;"/>Una collaborazione nazionale amatoriale denominata &ldquo;Italian Supernovae Search Project&rdquo; sta raccogliendo importanti risultati, tanto da essere il primo gruppo di ricerca amatoriale al mondo come numero di scoperte: 22 supernovae in soli dieci mesi. La pi&ugrave; importante tra queste &egrave; quella dello scorso 16 marzo nella galassia Messier 95, costellazione del Leone, conosciuta con il nomignolo di &ldquo;Ruota di carro&rdquo;, per via della sua marcata forma a spirale barrata. La supernova siglata SN2012aw &egrave; stata scoperta proprio mentre aumentava rapidamente il suo splendore durante le primissime fasi della catastrofica esplosione permettendo agli astronomi di ricavarne preziose informazioni del primo spettro e dalla curva di luce iniziale. Ma attenzione, tutto quello che stiamo osservando &egrave; in realt&agrave; successo pi&ugrave; di undici milioni di anni fa. La luce nonostante la sua fantastica velocit&agrave; di 1,5 miliardi di km orari ha impiegato tutto questo tempo per percorrere la distanza che ci separa da questa bellissima galassia. Nell&rsquo;immagine ripresa a Sormano la supernova &egrave; indicata dall&rsquo;incrocio delle due linee.  Completano la news altre due immagini di supernovae scoperte la notte del 27 marzo nelle deboli e lontanissime galassie UGC 7228 ed UGC 8189.]]></description>
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<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Tue, 03 Apr 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Ecco il '2012 EG5' che ci ha sfiorato]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/news/news_20120402-698-2012_EG5_31_marzo_2012_ww.jpg" align="left" hspace="10"  style="float:left;"/>Nel momento in cui 2012 EG5 raggiungeva la minima distanza dalla Terra non era possibile osservarlo dalle nostre latitudini. Lo abbiamo per&ograve; ripreso poche ore prima, quando ormai bassisimo sull'orizzonte, si trovava a poco pi&ugrave; di 400.000 km da noi. In quel momento, in una doppia esposizione di 300 sec, la sua notevole velocit&agrave; angolare di 140 "/min, ha lasciato una lunga traccia che attraversa tutta l'immagine. Brillava di magnitudine 13 ed &egrave; stato emozionante seguire il suo rapido movimento tra le stelle sul monitor collegato al telescopio di guida.]]></description>
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<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Mon, 02 Apr 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Mancati per un pelo !]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/news/news_20120331-696-asteroide.jpg" align="left" hspace="10"  style="float:left;"/>Il 13 marzo, il telescopio Pan-Starrs delle Hawaii, scopre l&rsquo;asteroide siglato 2012 EG5, un pezzo di roccia dal diametro stimato di circa 60-80 metri. L&rsquo;interesse verso questo nuovo oggetto &egrave; immediato perch&eacute; si calcola che alla fine del mese, anzi per l&rsquo;esattezza, nella notte tra il 31 ed il 1 aprile, avr&agrave; un passaggio estremamente ravvicinato con il nostro pianeta. Possiamo stare tranquilli, la distanza minima, calcolata dagli astronomi &egrave; di circa 200 mila chilometri, meno comunque di quella che ci separa dalla Luna. A Sormano lo abbiamo ripreso marted&igrave; 27 quando, di magnitudine 18 era appena visibile nelle foto a lunga esposizione , trovandosi ancora a pi&ugrave; di tre milioni di chilometri da noi. L' immagine animata a fianco mostra il rapido movimento dell'asteroide sul fondo delle stelle della costellazione dell' Idra. Viaggiando alla velocit&agrave; di 40 mila km orari in pochi giorni coprir&agrave; questa grande distanza fino a diventare un oggetto visibile anche con piccoli telescopi. Nel momento migliore briller&agrave; di magnitudine 12 ma per noi sar&agrave; impossibile osservarlo avendo una declinazione con valori sotto l&rsquo;orizzonte. Lo aspetteremo qualche ora prima. Un altro asteroide, 2012 DA14, scoperto alla fine di febbraio all&rsquo; osservatorio La Sagra, nel sud della Spagna, ha messo in fibrillazione gli astronomi. Secondo gli ultimi calcoli, con importante contributo dell&rsquo;osservatorio di Sormano, si &egrave; stabilito che il suo diametro &egrave; di circa 50 metri, e ruota intorno al Sole in 366 giorni circa, transitando vicino a noi due volte l&rsquo;anno. Il prossimo 15 febbraio 2013 si avviciner&agrave; molto di pi&ugrave; di 2012 EG5, sfiorandoci a &ldquo;soli&rdquo; 24.000 chilometri, una piccolissima distanza astronomica, ma che ci far&agrave; stare tranquilli ad osservarlo con un semplice binocolo. Vi terremo aggiornati]]></description>
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<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Sat, 31 Mar 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Rendez vous con la Cometa Garradd]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/news/news_20120223-682-garradd_ww.jpg" align="left" hspace="10"  style="float:left;"/>Il prossimo 5 marzo la Cometa Garradd ,C/2009 P1, raggiunger&agrave; la &nbsp;minima distanza dalla Terra, a circa 190 milioni di km e per questo appuntamento &nbsp;le ottimistiche previsioni dei mesi scorsi la pronosticavano un oggetto ben visibile ad occhio nudo.Purtroppo invece dovremo &nbsp;utilizzare un buon binocolo ed una carta del cielo per identificarla tra le stelle come un batuffolo sfocato. La coda &nbsp;sar&agrave; visibile solamente in condizioni di cielo molto buio e lontano dalle luci.Dalla costellazione di Ercole, la cometa Garradd, si &egrave; spostata &nbsp;in quella del Dragone e da alcuni giorni &egrave; divenuta un oggetto circumpolare ovvero non tramonta mai, ma per poterla vedere alta nel cielo dobbiamo pazientare fino alla mezzanotte.Per alcune settimane dovrebbe mantenere l&rsquo;attuale magnitudine ma ,solo nelle lunghe esposizioni fotografiche (come foto a fianco), ci &nbsp;mostrer&agrave; &nbsp;la seconda coda .  La coda di ioni, a destra, pi&ugrave; debole &egrave; composta da particelle di gas eccitate dal vento solare mentre quella di sinistra &egrave; la coda di polveri che riflettono la luce del Sole e vengono disperse lungo l&rsquo;orbita della cometa.Se la Terra nel suo cammino intorno al Sole incrocer&agrave; l&rsquo;orbita della cometa , queste minuscole particelle lasciate &nbsp;dietro di s&eacute; &nbsp;saranno l&rsquo;origine delle stelle cadenti.]]></description>
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<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Thu, 23 Feb 2012 00:00:00 +0100]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Montagne Lunari]]></title>
<description><![CDATA[<a href="http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=91" target="_blank"><img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/photogallery/mini_20120406-710-luna_foto1sito.jpg" align="left" hspace="10" style="float:left;"/></a>Un p&ograve; di geografia Lunare &hellip; all&rsquo;italiana, ed oltre ! Chi ha dett&ograve; che la Luna &egrave; fredda, polverosa e triste ? Con poca immaginazione, seguendo le nozioni geografiche di base ed usufruendo dell'immagine interattiva in fondo pagina, possiamo scoprire quant&rsquo;&egrave; bello fare due passi tra le montagne Lunari, godersi picchi e massicci imponenti, immaginarsi laghi e colline. In questa bellissima ripresa fotografica ad alta risoluzione fatta all&rsquo;osservatorio possiamo veramente fare due passi tra le montagna Italiane, e non solo. Per esempio, partiamo da sinistra, vediamo un bellissimo cratere dal fondo piatto, si chiama Plato ed &egrave; un cratere che si &egrave; riempito da un &ldquo;lago di lava&rdquo; dopo l&rsquo;impatto del meteorite che l&rsquo;ha creato. Proseguiamo il nostro cammino verso l&rsquo;alto (rispetto alla fotografia) e troviamo un catena montuosa. Sono le Alpi ! Formate circa 4 miliardi di anni f&agrave; quando un enorme asteroide ha colpito la luna formando il Mare Inbrium (&ldquo;mare delle ombre&rdquo; o &ldquo;mare delle piogge&rdquo;) ben visible al centro delle fotografia contenuto dalla imponente mezzaluna di montagne. Pi&ugrave; o meno al centro delle Alpi troviamo anche il Monte Bianco di 4800m di altezza. Si distingue molto bene anche la &ldquo;valle Alpina&rdquo; visibile come una spaccatura rettilinea e ben definita lunga 166Km e larga 10-20Km nella parte centrale. La valle &egrave; pianeggiante e ricoperta di lava solidificata. Proseguiamo lasciando le Alpi e spostandoci ancora pi&ugrave; in alto troviamo una catena montuosa molto frastagliata con al centro alcuni crateri ben definiti. E&rsquo; la catena dei monti Caucaso. La catena ha una lunghezza di 445Km e le cime pi&ugrave; alte raggiungono i 6Km di altezza. Presenta diverse interruzioni nelle quali il Mare Inbrium penetra nella catena. Al centro troviamo il cratere &ldquo;Calippus&rdquo;. Procedendo lungo la mezzaluna e scendendo verso destra troviamo un lunga catena montuosa compatta, arcuata e ben definita. Sono gli Appennini !  Sulla Luna la &ldquo;catena Italiana&rdquo; ha una lunghezza di 600Km ed alcuni dei picchi raggiungono i 5Km di altezza. Al loro interno sulla parte sinistra i Monti Hadley dove, la valle che li divide &egrave; stata scenario dell&rsquo;atterraggio dell&rsquo;Apollo 15. Oltrepassiamo gli Appennini e terminiamo il nostro cammino trovando Eratosthenes cratere dai versanti molto scoscesi e pareti molto alte.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=91]]></link>
<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Fri, 06 Apr 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Tramonto sul Cervino]]></title>
<description><![CDATA[<a href="http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=89" target="_blank"><img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/photogallery/mini_20120406-706-tramonto_cervino_ww.jpg" align="left" hspace="10" style="float:left;"/></a>Il Sole tramonta trafitto dal Cervino, la montagna simbolo delle Alpi. Quando nelle limpide  giornate ventose, dalla pianura volgiamo lo sguardo verso ovest, l&rsquo;orizzonte &egrave; chiuso da un&rsquo; infinita serie di guglie e monti della catena alpina occidentale sovrastate dalla imponente sagoma himalayana del Monte Rosa. Purtroppo  la montagna  pi&ugrave; spettacolare e conosciuta, la piramide del Cervino, &egrave; nascosta prospetticamente dal vicino gigante. Spostandoci  qualche chilometro pi&ugrave; a nord, tra le montagne del Triangolo Lariano, eccolo  apparire al suo  fianco destro, per  staccarsi decisamente ed assumere  la caratteristica e slanciata forma  conosciuta in tutto il mondo. Una breve passeggiata sui crinali  che, alle spalle dell&rsquo;Osservatorio, salgono verso il  Monte San Primo, vi aprir&agrave; l&rsquo;orizzonte verso i pi&ugrave; importanti  4000 delle Alpi fino alla curiosa sagoma del Finsteraarhorn che sembra voler imitare l&rsquo;acuminata piramide del  Cervino. I pi&ugrave; allenati potranno arrivare fino ai 1.686 metri di quota  del San Primo, la cima pi&ugrave; alta del Triangolo Lariano, in due ore di cammino lungo  comodi sentieri per godersi un&rsquo;indimenticabile panorama sul sottostante Lago di Como e su tutta la Pianura Padana. Da lass&ugrave;, verso ovest, a 200 km di distanza, il  Cervino &egrave; ancora pi&ugrave; bello.  Nell&rsquo;immagine a fianco scattata con un 400 mm di focale si riconoscono il profilo del Monte Rosa sulla sinistra, e quelli del  Rimpfischhorn e dell&rsquo;Allalinhorn  a destra.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=89]]></link>
<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Fri, 06 Apr 2012 00:00:00 +0200]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Luna a 'barchetta', ci sorride]]></title>
<description><![CDATA[<a href="http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=88" target="_blank"><img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/photogallery/mini_20120227-684-Luna_Venere_Giove_compww.jpg" align="left" hspace="10" style="float:left;"/></a>Dalle nostre latitudini siamo abituati ad ammirare la falce lunare quasi sempre in posizione verticale, sul lato destro in Luna crescente e sul lato sinistro in Luna calante.Solo se ci spostiamo parecchio a sud, nella fascia tropicale, ci capiter&agrave; di osservarla con la curiosa forma a "barchetta", ossia con la falce illuminata versa il basso, simile alla faccina che sorride.Succede infatti che a causa dell'inclinazione dell'eclittica sull'orizzonte e la latitudine eclitticale della Luna si combinano in modo tale che la direttrice Sole-luna interseca l'orizzonte all'incirca a novanta gradi; in parole povere, con il sole appena tramontato, la Luna (con un'et&agrave; di pochi giorni)&nbsp;si trover&agrave; disposta proprio sulla verticale  dell'orizzonte, con la sua parte illuminata rivolta verso il basso: una sottile falcetta ammiccante appesa sotto il suo disco scuro.I giorni scorsi, subito dopo il tramonto, questo curioso spettacolo celeste, insolito per i nostri orizzonti,  si &egrave; arricchito ulteriormente con la  vicinanza al nostro Satellite dei luminosi pianeti Venere  e Giove.La prossima volta che si verificher&agrave; una situazione analoga sar&agrave; solo nel 2023, ma la "barchetta" sar&agrave; un po' pi&ugrave; inclinata. La fotografia a fianco mostra nell' insieme lo spettacolo dell'allineamento planetario ripreso, la sera del 24 febbraio, con una comune macchina digitale su cavalletto, ed una pi&ugrave; dettagliata immagine della Luna scattata al fuoco diretto del telescopio.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=88]]></link>
<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<pubDate><![CDATA[Mon, 27 Feb 2012 00:00:00 +0100]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Lunestri o Lunatici ?]]></title>
<description><![CDATA[<a href="http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=87" target="_blank"><img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/photogallery/mini_20120215-676-rupes_rectaww.jpg" align="left" hspace="10" style="float:left;"/></a>Guarda bene questa immagine della Luna. Alla sua sinistra, vicino al bordo scuro, non noti una struttura rettilinea simile a un bastoncello? E&rsquo; la Rupes Recta, una scarpata alta 300 metri e lunga un centinaio di chilometri. La  natura di questa spaccatura del suolo lunare &egrave; tuttora controversa.   Alcuni astronomi ritengono che la causa pi&ugrave; probabile sia dovuta alla contrazione dell&rsquo;intera Luna su se stessa dovuta al raffreddamento del suo nucleo. E&rsquo; come se il nostro satellite si stesse sgonfiando. Ma non dobbiamo aspettarci che la Luna a furia di contrarsi scomparir&agrave; poich&eacute; perde soltanto 5 metri del suo diametro, che &egrave; di circa 3474 km, all&rsquo;anno!  Secondo altri la Rupes si &egrave; formata grazie all&rsquo;energia rilasciata dall&rsquo;impatto di un asteroide il quale  non solo caus&ograve; un cratere, che potrebbe essere uno di quelli visibili nell&rsquo;immagine, ma gener&ograve; violente onde sismiche che si irradiarono dal punto di impatto. Una di queste onde potrebbe aver inarcato la crosta lunare formando cos&igrave; la lunga scarpata.  Un&rsquo;altra teoria molto pi&ugrave; fantasiosa e stravagante, formula in passato, prima dell&rsquo;avvento delle missioni spaziali, affermava che la Rupes fosse una ciclopica rovina lasciata da qualche civilt&agrave; extraterrestre, un po&rsquo; come la Grande Muraglia cinese.  Alcuni, addirittura, osservando la Luna al telescopio giuravano di aver visto cascate, laghi, canyon e, perfino, gli abitanti della Luna che erano alati, vista la bassa gravit&agrave; del satellite!  Se cos&igrave; fosse come le chiameremo queste popolazioni, lunestri o lunatici?]]></description>
<link><![CDATA[http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=87]]></link>
<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<category><![CDATA[uncategorized]]></category>
<pubDate><![CDATA[Wed, 15 Feb 2012 00:00:00 +0100]]></pubDate>
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<title><![CDATA[La Gioconda del cielo stellato]]></title>
<description><![CDATA[<a href="http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=86" target="_blank"><img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/photogallery/mini_20120131-672-IC434.jpg" align="left" hspace="10" style="float:left;"/></a>Ci sono delle opere d&rsquo;arte che sono pi&ugrave; rappresentative di altre, perch&eacute; quando le osserviamo in una fotografia, o ancor meglio dal vivo, evocano in noi le suggestioni pi&ugrave; forti. Pensiamo, ad esempio, alla Gioconda o alla Piet&agrave; di Michelangelo, delle vere e proprie  icone della pittura e della scultura.  Anche tra le opere d&rsquo;arte del cielo stellato ce n&rsquo;&egrave; una che &egrave; la pi&ugrave; ammirata e quindi la pi&ugrave; fotografata: la nube oscura a forma di cavaluccio marino visibile nell&rsquo;immagine, meglio nota come Nebulosa Testa di Cavallo.  A decretare il suo ruolo di &ldquo;Gioconda del cielo stellato&rdquo; &egrave; stato l&rsquo;esito di un referendum indetto dalla NASA. L&rsquo;ente spaziale americano ha infatti rivolto una richiesta insolita a migliaia di appassionati di astronomia: &ldquo;se voi aveste la possibilit&agrave; di dirigere il potente telescopio spaziale Hubble, verso quale oggetto lo puntereste?&rdquo;.  Ebbene, &egrave; stata proprio la Testa di Cavallo a spuntarla e cosa, ancora pi&ugrave; singolare, il telescopio, &egrave; stato poi effettivamente diretto verso la vincitrice!   C&rsquo;&egrave; da chiedersi perch&eacute; in tanti abbiano votato quello che, in fondo, &egrave; una enorme nube di fuliggine, composta da polveri non pi&ugrave; grandi di un millesimo di millimetro, posta davanti a una regione rossastra di idrogeno ionizzato.  Forse, inconsciamente, si &egrave; attratti da questa figura perch&eacute; tra gli astri &egrave; quella che pi&ugrave; si avvicina a un essere vivente che ben conosciamo. Cos&igrave; il cielo diventa a noi pi&ugrave; familiare, meno misterioso e lontano, poich&eacute; osservandolo in quel punto ci ritroviamo un po&rsquo; come a casa nostra.  In realt&agrave; nella Nebulosa Testa di Cavallo sono effettivamente scritte le nostre origini in quanto &egrave; proprio da una nube oscura come quella che &egrave; nato il Sistema Solare 5 miliardi di anni fa, quando la gravit&agrave; ha fatto collassare il gas e le polveri in essa contenuti.   A causa dell&rsquo;enorme pressione, la temperatura del gas &egrave; aumentata cos&igrave; tanto da raggiungere valori sufficienti a innescare reazioni nucleari e&hellip;voil&agrave;, il Sole si accese! I pianeti, a loro volta, si formarono a partire dalla materia avanzata dalla formazione del Sole, con dimensioni dettate da fusioni e collisioni in una sorta di biliardo cosmico.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=86]]></link>
<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<category><![CDATA[uncategorized]]></category>
<pubDate><![CDATA[Mon, 30 Jan 2012 00:00:00 +0100]]></pubDate>
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<title><![CDATA[L'universo oscuro]]></title>
<description><![CDATA[<a href="http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=85" target="_blank"><img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/photogallery/mini_20120110-660-NGC_891_dic2011ww.jpg" align="left" hspace="10" style="float:left;"/></a>Sicuramente sai che sia qui sulla Terra sia lass&ugrave; in cielo ci sono cose che non si possono vedere: l&rsquo;aria che respiriamo, per esempio, oppure i buchi neri.  Forse non sai che tutto ci&ograve; che i tuoi occhi e i telescopi riescono a vedere &ndash; il libro, il tavolo, il pavimento, il nostro pianeta, il Sole, le galassie -  rappresenta solo il 4% di tutto l&rsquo;Universo.   Il rimanente novantasei per cento &egrave; completamente invisibile!  Praticamente, l&rsquo;Universo sarebbe ancora sostanzialmente lo stesso se ci sbarazzassimo di tutto ci&ograve; che vediamo con i nostri occhi e con i telescopi! Ci&ograve; che non vediamo &egrave; costituto da due "entit&agrave;" diverse: la materia oscura e l&rsquo;energia oscura. Esse si rivelano solo dagli effetti che hanno sulla materia visibile. Considera, ad esempio, la bella galassia a spirale NGC 891, che nell&rsquo;immagine &egrave; visibile orientata di taglio. Le stelle e le nubi di gas e di polveri che vedi di questa galassia hanno una massa che non &egrave; sufficiente a &ldquo;tenerle vicine&rdquo; se non si considerasse la presenza della materia oscura che, con la sua forza attrattiva gravitazionale, fa da collante agli oggetti della galassia. Senza di essa la galassia non potrebbe mostrare la bella silouette affusolata, perch&eacute; si disgregherebbe in poco tempo. La presenza dell&rsquo;energia oscura &egrave;, invece, legata al fatto che, se non ci fosse, NGC 891 sarebbe pi&ugrave; vicina alla nostra galassia - la Via Lattea - e quindi a noi, di quanto non lo sia ora, circa 40 milioni di anni luce.  Tale energia, infatti, si manifesta come una forza repulsiva che sta accelerando troppo l&rsquo;espansione dell&rsquo;Universo, allontanando le galassie tra di loro pi&ugrave; del dovuto. Non pensare che la materia oscura sia costituita da buchi neri, perch&eacute; sono troppo pochi nell&rsquo;Universo. Potrebbe trattarsi, piuttosto, di stelle e pianeti mai nati o di particelle subatomiche sconosciute.  Altrettanto sconosciuta &egrave; la natura dell&rsquo;energia oscura. Una cosa &egrave;, comunque, certa: essendo una sorta di anti-gravit&agrave;, determiner&agrave; il nostro destino, decidendo se l&rsquo;Universo si espander&agrave; all&rsquo;infinito o se collasser&agrave; in un buco nero.]]></description>
<link><![CDATA[http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=85]]></link>
<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<category><![CDATA[uncategorized]]></category>
<pubDate><![CDATA[Tue, 10 Jan 2012 00:00:00 +0100]]></pubDate>
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<title><![CDATA[L'acqua c'&egrave; ma non si vede]]></title>
<description><![CDATA[<a href="http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=84" target="_blank"><img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/photogallery/mini_20111213-648-copernico122011.jpg" align="left" hspace="10" style="float:left;"/></a>La prossima volta che guarderete la Luna con un bambino a vostro fianco, canticchiategli questa filastrocca di Gianni Rodari, famoso scrittore di fiabe per bambini:  Nei mari della lunatuffi non se ne fanno:non c'&egrave; una goccia d'acqua,pesci non ce ne stanno.Che magnifico mareper chi non sa nuotare!Questa canzoncina dice alcune cose vere, ma una sbagliata.   I mari sulla Luna in effetti sono asciutti perch&eacute; altro non sono che aree scure di magma solidificato, contrariamente a quanto si pensava fino a pochi secoli fa, tant&rsquo;&egrave; che, pensando fossero distese d&rsquo;acqua, sulle prime carte lunari a queste regioni vennero dati nomi acquatici, come mari e oceani.  Quello che state ammirando &egrave; proprio una regione periferica del pi&ugrave; grande mare della Luna: l&rsquo;Oceano delle Tempeste, che &egrave; ben due volte pi&ugrave; esteso del mare Mediterraneo! Al centro dell&rsquo;immagine &egrave; visibile il cratere Copernico; agli occhi di un bambino non ha l&rsquo;aspetto di un enorme polpo fornito di brillanti tentacoli?  Questi tentacoli lunari sono una conseguenza dell&rsquo;impatto dell&rsquo;asteroide che ha generato il cratere. Sono causati dal materiale espulso e disseminato dal violentissimo urto. Dove il materiale ha colpito la superficie, infatti, la regione &egrave; stata alterata: il terreno lunare si &egrave; sollevato a raggiera e le nuove escrescenze riflettono la luce solare pi&ugrave; di quelle circostanti, apparendo cos&igrave; luminose.  L&rsquo;unica bugia raccontata dalla filastrocca &egrave; che di acqua sulla Luna ce n&rsquo;&egrave; pi&ugrave; di una goccia! Infatti, nei freddi e bui crateri del polo sud lunare, dove la luce del Sole non riesce mai ad arrivare, &egrave; stata trovata acqua in quantit&agrave; significative. Non pensate, per&ograve;, di andare da quelle parti per farvi un bagno: l&rsquo;acqua &egrave; a dir poco ghiacciata, avendo una sua temperatura di &ndash;240 &deg;C! Brrrr&hellip;che freddo!]]></description>
<link><![CDATA[http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=84]]></link>
<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<category><![CDATA[uncategorized]]></category>
<pubDate><![CDATA[Tue, 13 Dec 2011 00:00:00 +0100]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Una morte spettacolare]]></title>
<description><![CDATA[<a href="http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=83" target="_blank"><img src="http://www.osservatoriosormano.it/upload/photogallery/mini_20111130-638-Messier_1_ww.jpg" align="left" hspace="10" style="float:left;"/></a>Ecco ci&ograve; che rimane di una stella di massa grande almeno una decina di volte il nostro Sole, che ha terminato la sua esistenza esplodendo nella costellazione del Toro: una nuvola colorata di gas in espansione, nota come Nebulosa del Granchio, perch&eacute; i suoi filamenti luminosi ricordano le chele del crostaceo.   I filamenti della nebulosa, resto di una supernova, sono formati principalmente da elio e idrogeno ionizzati, ma ci sono anche significative percentuali di quasi tutti gli altri elementi chimici, come il carbonio, il ferro e perfino l&rsquo;oro!  Quindi, questa esplosione di colori arricchir&agrave; lo spazio circostante di nuovi atomi ma non solo: favorir&agrave; anche la nascita di nuove stelle. Infatti l&rsquo;onda d&rsquo;urto dell&rsquo;esplosione, propagandosi nelle nubi di gas e polveri interstellari, causer&agrave; delle variazioni di densit&agrave; che determineranno la contrazione del gas e, di conseguenza, la probabile formazione di altre stelle.  Ci&ograve; che rimane della stella originale dopo la sua cataclismatica esplosione &egrave; una stellina, visibile a malapena al centro della nebulosa, che, a differenza di tutte le altre &egrave; composta quasi esclusivamente da neutroni impacchettati l&rsquo;uno contro l&rsquo;altro.  Questa &ldquo;stella di neutroni&rdquo; &egrave; un oggetto stupefacente, poich&eacute; la sua densit&agrave; &egrave; cos&igrave; elevata che una sua parte grande come una mela pesa quanto tutto il genere umano: sette miliardi di persone!!!  Inoltre, la stella di neutroni sta girando su se stessa pi&ugrave; velocemente del cestello di una lavatrice: circa 30 volte al secondo!  Questo &egrave; dovuto al principio fisico di &ldquo;conservazione del momento angolare&rdquo;, lo stesso che sfruttano i pattinatori sul ghiaccio per piroettare velocemente. Tale legge stabilisce che, per aumentare la velocit&agrave; di rotazione di un corpo, si deve avvicinare la sua massa quanto pi&ugrave; vicino all&rsquo;asse attorno al quale sta ruotando il corpo stesso.   Pertanto i pattinatori, accostando le braccia al busto, aumentano la loro velocit&agrave;, esibendosi in giravolte spettacolari.  Un fenomeno analogo &egrave; successo alla stella: prima di morire ruotava intorno a se stessa lentamente come il nostro Sole, circa un giro al mese; poi, con l'esaurirsi del combustibile nucleare, la stessa massa si &egrave; riversata verso il centro, per cui la rotazione e' aumentata di moltissimo.   Prova anche tu a simulare la morte cos&igrave; spettacolare e &ldquo;volteggiante&rdquo; di una stella: dal filmato potrai vedere che basta poco. Attento, per&ograve;, a non esagerare, perch&eacute; ti girer&agrave; un po&rsquo; la testa e potrai cascare! Prima per&ograve; scarica l&rsquo;immagine e inviala a chi ti vuole bene: &egrave; il nostro biglietto &ldquo;spaziale&rdquo; d&rsquo;auguri di Buon Natale e felice anno nuovo! Scarica qui il nostro biglietto d'auguri  ]]></description>
<link><![CDATA[http://www.osservatoriosormano.it/galleria-dettaglio.php?img=83]]></link>
<author><![CDATA[info@osservatoriosormano.it (Osservatorio Sormano.it)]]></author>
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<category><![CDATA[uncategorized]]></category>
<pubDate><![CDATA[Wed, 30 Nov 2011 00:00:00 +0100]]></pubDate>
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