Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

Le due fotografie riportate qui accanto ci mostrano due spettacolari supernove scoperte da poche settimane dal Lick Observatory della California: si tratta di SN 2013 ej (ripresa per la prima volta il 25 luglio) e SN 2013 dy (trovata solo pochi giorni prima, il 10 luglio).

Di cosa si tratta? Le supernove sono delle enormi esplosioni che segnano la fine del ciclo vitale di una stella di grosse dimensioni. Quando un astro di massa molto superiore a quella del nostro Sole esaurisce completamente il suo combustibile, esso inizia a collassare sotto l’effetto della sua stessa forza gravitazionale; questo causa l’innesco di complicate reazioni nucleari che condurranno infine all’esplosione sopra citata. Le supernove sono fenomeni molto energetici: nel giro di poche settimane sono in grado di produrre più energia di quanta il Sole ne produrrà in tutta la sua esistenza di 10 miliardi di anni.

SN 2013 dy è situata nella galassia NGC 7250, visibile nella costellazione della lucertola. Si tratta di una cosiddetta supernova di Tipo II, in quanto il suo guscio di gas è molto ricco di idrogeno (e quindi, partendo da questo materiale, in futuro potrebbero nascere nuove stelle). Una caratteristica curiosa di 2013 dy è che la sua luminosità supera quella della galassia che la contiene, avendo un magnitudine di 12,8 contro i 13 di NGC 7250.
SN 2013 ej, invece, è situata nella galassia M74 , visibile nella costellazione dei pesci. Questa supernova, a differenza della precedente, è priva di idrogeno e ricca di silicio e quindi viene classificata come Tipo Ia.
Infine, possiamo sfruttare le riprese di queste due supernove per capire un concetto molto importante dell’astronomia, ossia che il nostro universo funziona come una gigantesca macchina del tempo. 2013 ej dista da noi 35 milioni di anni luce; questo significa che la sua luce ha viaggiato per 35 milioni di anni prima di raggiungere il nostro pianeta e venir raccolta dai nostri telescopi e dalle nostre macchine fotografiche.

L’immagine, quindi, non ci mostra la supernova in tempo reale bensì ci indica com’era il suo aspetto 35 milioni di anni fa. 2013 dy, invece, dista 55 milioni di anni luce, quindi la sua luce è partita ben 55 milioni di anni fa. La conclusione è abbastanza sconvolgente: vedendo entrambi gli oggetti nelle stesse sere, ci viene naturale pensare che le due supernove siano presenti contemporaneamente nel cielo sopra le nostre teste. In realtà , il fatto che la luce dei due oggetti abbia raggiunto il nostro pianeta nello stesso momento significa (in virtù di quanto appena spiegato) una cosa sola: la luce di 2013 dy è partita 20 milioni di anni prima rispetto a quella della sua “collega”, e quindi la fotografia ci mostra un oggetto 20 milioni di anni più vecchio.

Considerando che i residui di supernova diffusi hanno vita relativamente breve (in media, una decina di migliaia di anni), la conclusione che se ne può trarre è la seguente: anche se noi vediamo entrambi gli oggetti nei nostri cieli, in realtà è molto probabile che non sia mai esistito un istante in cui essi fossero presenti contemporaneamente nell’universo. Questo ci insegna una lezione preziosa: a causa delle sue enormi dimensioni, l’universo attuale è molto diverso dall’universo che vediamo. E’ come se esistessero un “cosmo reale” e un “cosmo apparente”, e la differenza tra i due tanto più significativa quanto maggiore è la distanza degli oggetti che guardiamo. Una trama degna dei migliori film di fantascienza, che non fa altro che rendere l’astronomia una scienza sempre più emozionante

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