Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

In queste giornate estive sui giornali e alla TV è circolata la notizia della scoperta di una Mega-stella, la più grande mai osservata.
Vediamo di fare un po' di chiarezza sull'argomento, visto che in realtà sono state scoperte più di una stella da Guinness dei Primati, in diverse regioni del cielo e da gruppi differenti di astronomi.
Innanzitutto vi è da premettere che, sebbene guardando un cielo stellato tutte le stelle possano apparire più o meno simili, in realtà hanno colori, temperature superficiali, dimensioni, luminosità e tempi di evoluzioni assai diversi.
In particolare tre categorie di stelle possiedono nomi che indicano in maniera appropriata le loro diverse caratteristiche. Le giganti bianche sono cento volte più grandi del Sole, sono più calde ed emettono una luce bianco-bluastra. Le giganti rosse sono altrettanto grandi ma sono più fredde e rossastre. Le nane bianche sono molto più piccole del Sole - non più grandi della Terra - e hanno una superficie caldissima che brilla di luce bianca. Mentre le giganti vivono soltanto qualche milione di anni, le nane sono più longeve, potendo vivere per miliardi di anni.
Un gruppo guidato da un astronomo americano, utilizzando il supertelescopio Very Large Telescope di Cerro Paranal (Cile), ha scoperto alcune stelle la cui luminosità, temperatura e massa sarebbe superiore a quella di ogni altra sinora osservata, insomma veri e propri "mostri".
Non si tratta di stelle visibili nei nostri cieli poiché sono state individuate nella Nebulosa della Tarantola, nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea, visibile nei cieli australi. Essendo le nebulose delle "incubatrici cosmiche" queste stelle sono delle giovani gigante bianca di oltre 40 mila gradi, sette volte più calde del Sole e con una massa 265 volte superiore a quella della nostra stella.

Invece, un'équipe di cinque ricercatori italiani ha scoperto un sistema binario, cioè una coppia di stelle, costituito da una nana bianca orbitante attorno ad una gigante rossa mostruosamente grande, circa 500 volte il nostro Sole. La stella è così enorme che il materiale dei suoi strati più esterni è precipitato sulla compagna innescando una serie di ripetute esplosioni termonucleari sulla superficie della nana bianca.
Queste esplosioni liberano un'energia impressionante, in particolare sotto forma di raggi gamma, pari a quella che il Sole rilascia in un migliaio di anni.
Anche se questa coppia di stelle è visibile con i nostri telescopi nella costellazione del Cigno, la scoperta della loro vera natura e degli straordinari "botti stellari" è stata fatta con il telescopio Fermi Gamma-Ray Space Telescope sensibile ai raggi gamma e montato su un satellite artificiale, poiché tali raggi vengono assorbiti dall'atmosfera.

Uno dei misteri legati a queste scoperte riguarda la massa delle stelle. Le attuali teorie prevedono, infatti, che una stella non possa superare le 120 masse solari, poiché altrimenti l'enorme quantità di energia prodotta nel nucleo soffierebbe via i loro strati esterni disintegrandola in poco tempo.
Insomma, una bella gatta da pelare per gli astronomi che, quando torneranno al lavoro dopo questa pausa di ferragosto, dovranno rivedere alcune concezioni sulla vita delle stelle.



  • La prima immagine è una rappresentazione artistica del Fermi Gamma-Ray Space Telescope in orbita attorno alla Terra.



  • Nella seconda immagine la nebulosa Tarantola con le sue stelle supermassicce (© ESO/P. Crowther/C.J. Evans)
  • Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie.

    Maggiori Informazioni chiudi