Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

Esattamente come successo  lo scorso anno, anche nel 2014 il nostro Sole sta confermando il bizzarro comportamento che ha caratterizzato la seconda fase di questo ciclo solare. Nel periodo che avrebbe dovuto caratterizzare la massima attività del suo ciclo di undici anni il Sole si è invece mostrato relativamente quieto, per attraversare solo successivamente fasi molto più intense. L'ultima manifestazione di questa insolita e ritardataria attività risale a pochi giorni fa, quando abbiamo potuto ammirare e fotografare due vistosi gruppi di macchie solari denominati AR 1987(sulla sinistra) e AR 1982 (a destra) .

Si tratta, come noto, di zone della superficie solare  che ci appaiono più scure perché al loro interno la temperatura è inferiore di circa 2000° C  se confrontata al resto della  superficie che risulta essere di 5000°C.

La causa è da ricercare negli intensi fenomeni magnetici che impediscono al flusso di materiale incandescente proveniente dalle zone sottostanti di raggiungere la superficie. L'intenso campo magnetico è altresì responsabile della formazione di zone più chiare e luminose visibili sul lato sinistro della fotografia  chiamate “facole”.

La presenza macchie e di facole è indice di un'imminente aumento dell'attività solare e, come previsto, il 25 febbraio, il giorno successivo a quello della ripresa fotografica, ha avuto luogo un violentissimo brillamento di classe X4,9.

Per rendere più concreta  questa dicitura, basti pensare che i l'indice “X” è utilizzato per indicare i brillamenti più potenti in assoluto, e che ogni classe è poi divisa in sottocategorie numerate progressivamente da 1 a 9 in ordine di intensità crescente.

Si è trattato quindi dell'evento più violento del 2014, uno dei più potenti in assoluto dell'attuale ciclo solare. L'esplosione ha causato un CME (ossia, e un espulsione nello spazio di un'enorme colonna di materiale solare) che ha raggiunto la Terra nei giorni successivi e ha impattato, seppur debolmente, con il nostro campo magnetico.

Il fenomeno è stato rilevato anche dalla strumentazione VLF del nostro osservatorio. Da notare, infine, la curiosa posizione delle macchie solari: sono disposte in prossimità della zona equatoriale, e solitamente questo avviene solo in periodi molto vicini al massimo dell'attività solare.


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