Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

Che l’attuale ciclo solare fosse particolarmente strano e insolito è risultato evidente fin dal suo inizio, avvenuto con tre anni di ritardo rispetto alle previsioni; quello che stupisce, invece, è il gran numero di stranezze e di peculiarità che la nostra stella continua a presentare ancora oggi.

L’ultima sorpresa risale a pochi giorni fa. Dopo alcune settimane di discreta attività, il Sole sembra entrato in fase più quieta: niente flare, niente protuberanze, niente brillamenti, poca attività nei raggi X, bassa velocità del vento solare. Ma in realtà, questa quiete è solamente apparente: è sufficiente un veloce sguardo anche con un semplice binocolo per poter notare un gran numero di vistose macchie solari sulla superficie, divise in cinque grossi gruppi. La presenza di queste macchie è un evento assolutamente eccezionale per gli standard ai quali il Sole ci aveva abituato in questo periodo; persino il picco massimo di attività di questo ciclo era molto modesto se comparato con quelli precedenti. E invece, le sorprese non finiscono mai, e nel giro di poco tempo ci viene mostrato il più alto numero di macchie solari degli ultimi tempi, basti solo pensare che il numero di Wolf (un indice numerico che indica la quantità di macchie solari presenti) ha raggiunto il valore più alto degli ultimi 10 anni.

Queste macchie, come noto, sono zone all’interno delle quali la temperatura è circa 2000° C più bassa rispetto al resto della fotosfera e, di conseguenza, ci appaiono molto meno luminose. L’origine di queste macchie risiede nel campo magnetico solare e, quindi, l’eccezionale numero visibile in questi giorni è sintomo che l’attuale attività magnetica della nostra stella è intensissima. In altre parole, è come se il nostro Sole si fosse “acceso” improvvisamente e  questa consistente attività magnetica potrebbe dar luogo in ogni momento a violentissime esplosioni, con conseguenti protuberanze e CME. E’ stata calcolata una probabilità del 50% che nei prossimi giorni si verifichino brillamenti di classe M, e un 5% circa per quelli di classe X.

Possiamo paragonare il Sole di queste ore ad un bicchiere d’acqua riscaldato in un forno microonde: anche se non vediamo nessuna bolla di vapore (a differenza di quanto avviene in un pentolone) l’acqua si trova sempre ad alte temperature e, anzi, può addirittura superare gli usuali 100° senza che i nostri occhi se ne accorgano; quando questo succede, è sufficiente aggiungere un pizzico di zucchero o di sale per osservare un’improvvisa e violenta effervescenza. Analogamente, sul Sole l’attività solare ha raggiunto livelli molto consistenti, anche sé i nostri occhi né la maggior parte dei classici parametri di osservazione riescono a vederlo, e l’unica indicazione utile ci viene dalle macchie solari.

Questo sito usa cookie per offrire una migliore esperienza. Procedendo con la navigazione, acconsenti ad usare i nostri cookie.

Maggiori Informazioni chiudi