Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

Nasinsù a contare le briciole di comete.

Prepariamoci per il prossimo agosto ad ammirare le Perseidi, la pioggia di "stelle cadenti", popolarmente note come "Lacrime di San Lorenzo".

Lo spettacolo è garantito perché questa volta non ci sarà il chiarore della Luna a dar fastidio: il nostro satellite si troverà, infatti, nella fase di luna nuova proprio la notte di San Lorenzo, il 10 agosto.

Soltanto sfavorevoli condizioni meteorologiche potranno impedirci di esprimere i nostri desideri quando vedremo sfrecciare in cielo le "stelle filanti", che, è bene ricordare, non sono stelle che cadono e neppure le lacrime del Santo che, tradizione vuole, piange per le malvagità del mondo.

Si tratta, invece, di meteore, cioè particelle di polvere e ghiaccio che sono state seminate nello spazio dalla cometa Swiss-Tuttle, che ha trasformato la sua orbita in una sorta di discarica spaziale, dove,  per nostra fortuna, i rifiuti non sono ingombranti, ma piccoli grani, solitamente non più grandi di un chicco di riso.

E' proprio in agosto che la Terra, attraversando l'orbita della cometa, viene investita da queste particelle, che, penetrando nell'atmosfera alla velocità vertiginosa di circa 200 000 km/h, si surriscaldano fino a incenerirsi per attrito con l'aria, lasciando la bella scia visibile ad occhio nudo.

Teniamo presente che la pioggia di meteore non è limitata alla notte di martedì 10 agosto, poiché il nostro pianeta raccoglierà i rifiuti della cometa per circa un mese, a cominciare dalla fine di luglio fino ai primi di settembre.

Tra l'altro, nel giorno della ricorrenza del Santo, non è neppure atteso il clou della pioggia, previsto invece due giorni dopo, cioè poco prima della mezzanotte del 12 agosto, quando potremo scorgere fino a un centinaio di meteore all'ora.

Come fare per godersi al meglio lo spettacolo?

Il primo consiglio è quello di allontanarsi dai luoghi disturbati dalla luce artificiale: via, dunque, dalle città. Meglio accamparsi su un prato, come quelli che circondano l'osservatorio.

Vi aspettiamo, quindi, a contare le romantiche  briciole di comete muniti di plaid, cuscino e scarpe comode.

Inoltre, nel museo dell'osservatorio potrete addirittura osservare al microscopio dei campioni di meteoriti, cioè corpi rocciosi o metallici anch'essi piovuti dal cielo, ma che, a differenza delle meteore,  hanno resistito alla infuocata discesa attraverso la nostra atmosfera, giungendo quasi incolumi fino a terra.

In particolare, troverete affascinante la visione al microscopio di una condrite rocciosa, un tipo di meteorite antichissima recuperato nel deserto dell'Oman (Africa). Contiene bellissimi e coloratissimi cristalli sferici, chiamati condruli, formati da silicati solidificati velocemente.

Rimarrete sconcertati nel sapere che i condruli sono più antichi della Terra, essendosi formati prima che nascessero i pianeti, circa cinque miliardi di anni fa. Insomma, sulla Terra non esiste niente di più vecchio dei condruli: i veri fossili del Sistema Solare!

Nella prima e seconda immagine allegata potete vedere alcune meteore attraversano il cielo sopra l'osservatorio. Quella più vicina all'orizzonte dell'immagine di destra, mostra il raro fenomeno della persistenza della scia, dovuto all'illuminazione solare sui residui della meteora dissoltasi a circa 80-100 km di altezza.

Nella terza immagine allegata potete osservare vari tipi di condruli della meteorite dell'Oman, osservati al microscopio con luce polarizzata in una sezione sottile. I condruli sono costituiti in prevalenza di silicati di ferro e magnesio (olivina e pirosseni).

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