Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

Soprattutto chi ha la pelle chiara e delicata, magari con qualche neo, quante volte si è sentito dire di non stare troppo al Sole? Infatti, un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti del Sole, oltre a causare la tanta apprezzata tintarella, può danneggiare la nostra pelle.

Ma che dire della pelle del Sole? Guardando questa immagine della sua superficie, non viene da dire che è piuttosto bruttina? E’ pure piena di macchie!

Le macchie sono le regioni più “fredde” della superficie (ecco perché appaiono scure): i gas surriscaldati salendo dalle regioni più interne, vengono bloccati da intensi campi magnetici che agiscono così come una sorta di “tappo” per il calore.

La granulosità che ricopre tutta la superficie è, invece, la testimonianza del ribollire del Sole nelle regioni dove i campi magnetici non sono particolarmente intensi. Il gas caldo risale nella zona centrale dei granuli, che, a causa della temperatura più alta, appaiono brillanti, mentre ridiscende verso l'esterno in prossimità dei loro bordi, che sono quindi più freddi e meno luminosi.

Osservate poi la sottile ragnatela chiara vicina al bordo: sembra che la nostra stella abbia la vitiligine. In realtà state osservando le cosiddette “facole fotosferiche”. La loro comparsa preannuncia la formazione di nuove macchie, che hanno ora l’aspetto di nei; esse sono più facilmente visibili ai bordi, perché lì la luminosità di fondo è minore.

Non verrebbe quindi da dire: “Caro Sole, con la pelle che ti ritrovi, attento a non prender troppa tintarella?!?”

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