Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

Non si fa in tempo a ripensare alla gloriosa fine della sonda Cassini, attorno a Saturno, che nel giro di una settimana, la sonda Osirix-Rex della Nasa si prende l’attenzione mediatica per la sua manovra di fionda gravitazionale con la Terra. Una missione finora passata in sordina che nell’Agosto del 2018 porterà questa sonda ad orbitare attorno all’asteroide (101955) Bennu con l’obiettivo di studiarne la superficie, raccoglierne dei campioni dalla superficie e riportarli sulla Terra custoditi all’interno di una capsula che atterrerà nello Utah.

La manovra di rientro inizierà nel 2021 e ci si aspetta di raccogliere la capsula nel 2023, una operazione simile alla raccolta dei campioni provenienti da una cometa con la missione Stardust. (101955) Bennu, questa la sigla data dal Minor Planet Center, il centro di coordinamento mondiale per i corpi minori del Sistema Solare, è un piccolo asteroide carbonaceo di circa 500 m di diametro e quindi con bassissima gravità. La sua orbita è tenuta sotto controllo essendo un NEO (Near-Eart- Objects) con periodo di 436 giorni. Lo studio “in situ” di questa tipologia di oggetti aiuterà la nostra comprensione sulla loro origine e delle caratteristiche chimico-fisiche dei NEO.

La sera del 22 settembre 2017, dopo un anno dalla partenza e circa 1 miliardo di km percorsi, la sonda ha raggiunto la minima distanza dalla Terra (17'000 km) ad una velocità di 3.8 km/s e, con una manovra ben calibrata, ha modificato la traiettoria affinchè l’arrivo su Bennu arrivi secondo le previsioni fra 11 mesi.

La fionda gravitazionale consiste in una ingegnosa tecnica balistica che permette di modificare la velocità di una navicella usando la gravità di un corpo massiccio: la si usa principalmente per manovre di accellerazione in quanto permette un enorme risparmio di carburante (96% per la Cassini che ha raggiunto Saturno nel 2004 dopo 4 fionde: Venere x 2, Terra e Giove), fin dai tempi pioneristici dell’astronautica (la sonda sovietica Luna 3 nel 1959 fù la prima). La “mission impossible” Mariner 10 nel 1974, ideata dallo scienziato Bepi Colombo, fù la prima a dimostrare l’efficacia di questa manovra anche per rallentare la sonda e metterla in orbita attorno a Mercurio.

In Osservatorio abbiamo scattato alcune foto per riprendere questo passaggio. La sera del 20 settembre, la sonda è apparsa debolissima (magnitudine 18.5 circa) fra le stelle nella costellazione dei Pesci. Fa impressione pensare che abbiamo ripreso un oggetto di qualche metro alla distanza di circa 1.000.000 di km.

La seconda immagine a fianco è del 21 settembre quando la sonda si trovava alla distanza di 500.000 km brillando di magnitudine 16,5. E' ben visibile, puntiforme, tra le tracce delle stelle che le fanno da sfondo a causa del movimento angolare piuttosto elevato.

Riparleremo di (101955) Bennu e della missione Osirix-Rex in futuro: a bordo, oltre a spettrometri che operano a diverse frequenze, ed al delicato sistema Touch & Go per l’acquisizione del campione, c’è anche una fotocamera associata ad un telescopio da 200 mm da cui ci attendiamo magnifiche immagini! Fra sei anni, inoltre avremo a disposizione qualche grammo di terrenno extraterrestre: un campione inalterato e vergine costiutito da quella polvere cosmica da cui tutto ebbe inizio 4.5 miliardi di anni fa! La storia è pronta per essere riscritta!

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