Osservatorio Astronomico Sormano - Sormano (CO) Italy

La cometa 2P/Encke, una periodica di cortissimo periodo che torna a farci visità ogni 3 anni. La Encke è, con un piccolo gioco di parole, una cometa interessante per la storia e dalla stora interessante. Come suggerito dalla sigla (2P) si tratta infatti della seconda cometa per la quale è stata riconosciuta la periodicità, fornendo così un’importante conferma alle nuove teorie nate dopo che Edmond Halley ha predetto con successo il ritorno dell’omonimo oggetto nel 1759. Ma raggiungere tale conquista non è stato facile; la Encke fu scoperta nel 1786 dall’astronomo francese Pierre François Méchain e poco tempo dopo (in maniera del tutto indipendente) anche da Caroline Herschel, sorella del più celebre Willam, ma poi non se ne ebbe più notizia per oltre vent’anni.

Fu riscoperta del 1818 da Jean-Louis Pons, e a questo punto alcuni scienziati iniziarono ad intuire che che si trattava dello stesso astro che tornava a presentarsi con cadenza periodica. La cometa venne tuttavia persa nuovamente, rendendo difficoltosi ulteriori studi.

Fu il passaggio (con relativa osservazione) del 26 novembre 1818 a dare la svolta: con questo ulteriore elemento, Johann Franz Hencke, allievo del famosissimo matematico Friedrich Gauss, riuscì a calcolare accuratamente l’orbita dell’oggetto e a predirne il ritorno nel 1822, cosa che puntualmente avvenne.

La 2P è una cometa di circa 5 Km di diametro e con un orbita ellitica il cui afelio (ossia, il punto di massima distanza dal Sole) è situato poco prima di Giove. A causa della sua orbita piuttosto ridotta e, di conseguenza, ai suoi frequenti passaggi, la Encke è una cometa molto osservata e studiata. Nell’immagine riportata qui a fianco, è possibile osservare la cometa durante il transito avvenuto nei giorni scorsi, che la porterà al perielio il prossimo 10 marzo. E’ ben visibile la lunga e sottile coda composta dai gas ionizzati espulsi dal nucleo cometario.

Alla Encke e alla sua coda sono anche associati due debol sciami meteoritici, quelli delle Tauridi e delle Beta Tauridi, visibili rispettivamente tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre le prime, a giugno le seconde.

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