Osservatorio Astronomico Sormano

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Pennellate d'autore
pubblicato il: 09 luglio 2012

Come precise pennellate su una tela luminosa, la grande macchia solare 1515 è interessata da violenti e spettacolari fenomeni astronomici.

Alternando brevi periodi apparentemente tranquilli a settimane in cui ogni giorno ci mostra uno spettacolo diverso, la nostra Stella, si avvicina sempre più al massimo dell’attività del suo ventiquattresimo ciclo.

Lo scorso 4 luglio la superficie del Sole è stata teatro di gigantesche esplosioni, chiamate brillamenti, dotate di una potenza pari a quella di decine di milioni di bombe atomiche. Una delle regioni maggiormente interessate da questo fenomeno è stata quella denominata AR 1515, un’area situata poco al di sotto della linea equatoriale, nella quale ha avuto origine un brillamento di enormi dimensioni e di grandissima potenza.

Come possiamo fare per capire le dimensioni del fenomeno? I brillamenti solari vengono classificati con delle lettere - A, B, C, M oppure X: i brillamenti di classe A sono i più deboli, quelli di classe X sono invece i più forti mai registrati; ogni classe è poi suddivisa in “sottoclassi” indicate con numeri da 1 (i più deboli) a 9. Ebbene, il 4 luglio alle ore 12:52 nell’area 1515 ha avuto luogo un brillamento quasi di classe M6!

Questa titanica esplosione ha lasciato delle inevitabili “cicatrici” sulla superficie solare che si sono manifestate sotto forma di un gruppo di vistosissime macchie solari. Tali macchie non sono altro che zone in cui la temperatura della nostra Stella è più bassa (4000 K anziché i normali 6000 K) poiché le enormi forze magnetiche (particolarmente intense nei periodi di forte attività solare) formano una specie di “tappo” che impedisce al materiale caldo proveniente dalle zone più interne del Sole di affiorare in superficie che tende perciò a raffreddarsi.

Nella foto accanto è possibile notare come le zone più scure delle macchie solari (chiamate zone d’ombra) siano circondate da un’area più chiara (penombra): in alcune la penombra è molto simmetrica, in altre non lo è affatto. Questo fenomeno, chiamato effetto Wilson, è un semplice effetto ottico dovuto alla prospettiva: la macchia solare, infatti, forma una sorta di avvallamento sulla superficie, quindi avvicinandoci progressivamente al centro del disco solare essa ci appare sempre più regolare. Ma perché questa meraviglia dei cieli è apparsa proprio nella zona equatoriale della nostra Stella e non altrove? E’ una semplice coincidenza? Assolutamente no! Devi infatti sapere che le fasi di attività solare si susseguono in cicli abbastanza regolari di circa 11 anni; esiste una precisa legge, chiamata Legge di Sporer, che dice che le macchie solari tendono a spostarsi verso l’equatore del Sole a mano a mano che ci avviciniamo al periodo di massima attività.

Ecco perché se hai a disposizione un telescopio o un binocolo dotato di adeguate protezioni questo è il periodo ideale per osservare le grandi macchie solari e seguirne giorno per giorno la loro rapida evoluzione!