Osservatorio Astronomico Sormano

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La Gioconda del cielo stellato
pubblicato il: 30 gennaio 2012
Ci sono delle opere d’arte che sono più rappresentative di altre, perché quando le osserviamo in una fotografia, o ancor meglio dal vivo, evocano in noi le suggestioni più forti. Pensiamo, ad esempio, alla Gioconda o alla Pietà di Michelangelo, delle vere e proprie icone della pittura e della scultura.

Anche tra le opere d’arte del cielo stellato ce n’è una che è la più ammirata e quindi la più fotografata: la nube oscura a forma di cavaluccio marino visibile nell’immagine, meglio nota come Nebulosa Testa di Cavallo.

A decretare il suo ruolo di “Gioconda del cielo stellato” è stato l’esito di un referendum indetto dalla NASA. L’ente spaziale americano ha infatti rivolto una richiesta insolita a migliaia di appassionati di astronomia: “se voi aveste la possibilità di dirigere il potente telescopio spaziale Hubble, verso quale oggetto lo puntereste?”.

Ebbene, è stata proprio la Testa di Cavallo a spuntarla e cosa, ancora più singolare, il telescopio, è stato poi effettivamente diretto verso la vincitrice!

C’è da chiedersi perché in tanti abbiano votato quello che, in fondo, è una enorme nube di fuliggine, composta da polveri non più grandi di un millesimo di millimetro, posta davanti a una regione rossastra di idrogeno ionizzato.

Forse, inconsciamente, si è attratti da questa figura perché tra gli astri è quella che più si avvicina a un essere vivente che ben conosciamo. Così il cielo diventa a noi più familiare, meno misterioso e lontano, poiché osservandolo in quel punto ci ritroviamo un po’ come a casa nostra.

In realtà nella Nebulosa Testa di Cavallo sono effettivamente scritte le nostre origini in quanto è proprio da una nube oscura come quella che è nato il Sistema Solare 5 miliardi di anni fa, quando la gravità ha fatto collassare il gas e le polveri in essa contenuti.

A causa dell’enorme pressione, la temperatura del gas è aumentata così tanto da raggiungere valori sufficienti a innescare reazioni nucleari e…voilà, il Sole si accese! I pianeti, a loro volta, si formarono a partire dalla materia avanzata dalla formazione del Sole, con dimensioni dettate da fusioni e collisioni in una sorta di biliardo cosmico.