Osservatorio Astronomico Sormano

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Agonia di una stella
pubblicato il: 12 luglio 2011
Ecco come termina la lunga esistenza di una stella simile al Sole.

La stella, dopo aver esaurito l’idrogeno del nucleo, inizia a bruciare gli strati più esterni, che si espandono a formare una nebulosa definita “planetaria” per la sua forma tondeggiante. La parte interna della stella morente, invece, collassa diventando una nana bianca, un oggetto caldissimo la cui potente luce ultravioletta eccita i gas della nebulosa, accendendola di mille colori.

Nell’immagine è mostrata la nebulosa NGC 6781, localizzata nella costellazione dell’Aquila. Il blu indica elio molto caldo, mentre il rosso azoto ionizzato.

La nana bianca è la debole stellina visibile al centro di questi gas in espansione, che con il tempo si dissolveranno nel mezzo interstellare, contribuendo al suo arricchimento di elementi chimici, che potranno poi essere riciclati per formare altri corpi celesti.

Questa è la fine alla quale andrà incontro il nostro Sole e per noi saranno problemi! Già, perché verremo investiti dai suoi caldissimi (50 000 °C) gas in espansione che spazzeranno via l’atmosfera, faranno evaporare i mari e fonderanno il suolo. Dovremo necessariamente abbandonare la Terra prima che ciò avvenga e rifugiarci in mondi lontani dal Sole, dove le condizioni ambientali siano compatibili con quelle richieste dalla vita umana. Per ora possiamo stare tranquilli, perché la nostra stella raggiungerà lo stadio di nebulosa planetaria soltanto tra 5 miliardi di anni!