Osservatorio Astronomico Sormano

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Chi ha rubato i colori ?
pubblicato il: 14 dicembre 2015
Quando pensiamo ad una nebulosa, solitamente ci raffiguriamo un’enorme nube di gas dotata di una forma caratteristica e, soprattutto, costituita da molti sgargianti colori. La colorazione di questi oggetti è dovuta al fatto che le stelle vicine riscaldano i gas in questione, i quali tendono poi a riemettere l’energia assorbita sotto forma di radiazione luminosa; ogni elemento chimico possiede caratteristiche di emissione uniche e, quindi, un colore caratteristico e ben definito (l’idrogeno, ad esempio, tende ad emettere una luce rossa – rosastra, l’ossigeno una azzurrino – violacea e così via).

Esistono tuttavia dei casi dove l’aspetto più affascinante di una nebulosa non è costituito dalle aree colorate bensì da quelle buie, scure e prive di ogni colorazione: si tratta delle nebulose oscure (chiamate anche nebulose molecolari). In questi oggetti è presente uno strato di polveri così denso da assorbire completamente la luce degli oggetti situati dietro di essa, oscurandoli totalmente. Un esempio è costituito dalla Proboscide di Eelefante, ripresa nella fotografia qui accanto.

Situata a 2400 anni luce da noi in direzione della costellazione del Cefeo, la proboscide è una nebulosa oscura che copre la parte centrale di IC 1396, un ammasso stellare aperto associato ad una vastissima nebulosa ad emissione estremamente ricca di idrogeno. Pur avendo ridotte dimensioni, la proboscide può essere localizzata con discreta facilità per via del contrasto tra la sua striscia completamente buia e l’intensa luce rossa proveniente da IC 1396 dietro di lei.

Oltre ad essere un oggetto estremamente affascinante, l’area della Proboscide riveste anche un notevole interesse scientifico in quanto è una zona caratterizzata da un’intensa attività di formazione stellare. D’altro canto, le nebulose oscure sono solitamente oggetti particolarmente fertili sotto questo punto di vista: l’alta densità di queste aree, unita alle basse temperature (circa 10 K) e all’elevata presenza di idrogeno sono caratteristiche che favoriscono enormemente l’innesco dei complicati processi che porteranno alla formazione di nuovi sistemi planetari. La Proboscide è  un oggetto circumpolare (e quindi, sempre osservabile), al pari di numerosi altri  posti nelle immediate vicinanze.Tutti assieme costituiscono il cosiddetto Complesso Nebuloso Molecolare di Cefeo, probabilmente una delle poche regioni di cielo in grado di rivaleggiare ad armi pari con le meravigliose nebulose situate in Orione.