Osservatorio Astronomico Sormano

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Sul bordo solare
pubblicato il: 16 marzo 2010
La Nostra stella in ebollizione

Se di tutta la luce che proviene dal Sole i nostri occhi potessero osservare soltanto quella rossa emessa dall’idrogeno, non vedrebbero una sfera di gas liscia e uniforme, così come ci appare in cielo, ma un astro in perenne agitazione.

Lo dimostra l’immagine, che evidenzia una parte del disco solare catturata con un filtro in grado di isolare soltanto questa luce (denominata H-alfa).

Il disco ha una struttura a “buccia d’arancia”, formata dall’idrogeno in continua ebollizione, con colonne di materiale caldo in moto ascendente e colonne di materiale freddo in moto discendente, come avviene quando si riscalda l’acqua in una pentola.

Si nota anche una chiazza scura tondeggiante, conosciuta come “macchia solare”.

Questo fenomeno è causato dall’irregolarità dell’intenso campo magnetico del Sole. Nei punti in cui il campo magnetico filtra attraverso la superficie del Sole, esso impedisce al calore di risalire. Il risultato è una zona più fredda che appare più scura rispetto al resto della superficie.

Allo stesso tempo, il magnetismo provoca degli enormi archi di gas luminescente, chiamati “protuberanze”. La più grande, visibile sul bordo, è ben venti volte più estesa della Terra!

A questo punto, si rende necessario dare alcune informazioni circa la sicurezza dell’osservazione solare. Non si deve mai guardare direttamente il Sole con un binocolo o con un telescopio senza l’uso di filtri appropriati. Il calore che si concentra sulla retina potrebbe danneggiarla irrimediabilmente.
Insomma, è proprio il caso di dire: ... occhio, ragazzi!