Osservatorio Astronomico Sormano

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M5: l'ammasso dei record
pubblicato il: 31 agosto 2016
“Una meravigliosa nebulosa, scoperta tra la Bilancia e il Serpente”. Con queste parole, nel 1764, il celebre astronomo Charles Messier descrive il quinto oggetto del suo famoso catalogo. Già, un nebulosa; perché se osservato attraverso uno strumento poco raffinato, questo oggetto appare ad un ignaro osservatore come una candida nuvoletta bianca tondeggiante che può essere facilmente scambiato per una nebulosa planetaria. 

Bisogna aspettare tre decadi e l’arrivo di un altro gigante dell’astronomia, William Herschel, per scoprire la vera natura di M5 ossia quella di ammasso globulare, una gigantesca sfera composta da una miriade di stelle. Herschel, con gli strumenti dell’epoca, riuscì a distinguere e conteggiare circa 200 stelle; oggi sappiamo che M5, in realtà, ne contiene quasi mille volte di più: si stima infatti che gli oggetti al suo interno siano almeno 100 000

Questa enorme popolazione al suo interno fa sì che questo ammasso sia uno dei più grandi della nostra Via Lattea, con un diametro di circa 80 anni luce; un diametro enorme (per rendere l’idea, è la stessa distanza che separa la Terra dalla stella Regolo del Leone o da Mizar dell’Orsa Maggiore), ma che osservato da quasi 25 000 anni luce di distanza si traduce in una piccola stellina evanescente dal diametro di 23 minuti d’arco. Ma non sono solo le sue dimensioni a rendere questo oggetti degno di nota. Generalmente gli ammassi globulari sono oggetti molto antichi, e le stelle che li compongono sono tutte molto vecchie; tuttavia, M5 fa registrare un record anche in questo campo, con un’età stimata intorno ai 13 miliardi di anni, cosa che lo rende uno degli ammassi più vecchi se non il più vecchio in assoluto della nostra Galassia. 

Un indizio dell’età avanzata di questo oggetto lo si può ricavare immediatamente osservando la fotografia: è possibile vedere un buon numero di stelle di colore rosso, segno che quegli astri sono entrati nella fase finale della loro vita. La sfericità dell’ammasso, invece, è dovuto alla forza di gravità: una gravità enorme (i suoi effetti si fanno sentire fino ad una distanza di 200 anni luce dal centro), che nel corso del tempo ne ha modellato la forma fino a renderlo una gigantesca palla. 

Altro dettaglio notevole riguardo a M5 è la presenza di ben 97 stelle di tipo RR Lyrae, particolari stelle variabili (si tratta di cefeidi, per la precisione) che hanno consumato tutte le loro riserve di idrogeno nei processi di fusione nucleare e ora si trovano nella fase della loro vita in cui stanno bruciando le loro ceneri (ossia, elio) per produrre carbonio ed ossigeno e che sono molto utili per determinare la distanza da noi di un ammasso galattico.