Osservatorio Astronomico Sormano

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M82: La galassia che voleva essere nebulosa
pubblicato il: 23 aprile 2014

Quando pensiamo ai complicati processi che portano alla nascita di nuove stelle, solitamente immaginiamo delle regioni di spazio relativamente piccole (generalmente abitate da belle e pittoresche nebulose come la celebre Testa di Cavallo in Orione) all'interno delle quali hanno luogo fenomeni molto lenti e molto sporadici. In realtà l'universo è molto più variegato e bizzarro di quanto crediamo; esistono, infatti, galassie all'interno delle quali la nascita di nuove stelle avviene ad un ritmo elevatissimo, in tempi relativamente brevi e, soprattutto, in zone molto molto ampie. Un classico esempio di quanto detto è rappresentato da M82, conosciuta anche come Galassia Sigaro. Che questo oggetto nasconda qualche particolarità è evidente fin dal primo sguardo: solitamente le galassie sono strutture a forma di disco o di spirale di enormi dimensioni, piuttosto sottili se osservate di profilo. M82, invece, presenta dei vistosi ed anomali filamenti rossastri, costituiti da getti di gas idrogeno.

Qual è la chiave per comprendere il segreto di questo oggetto? Curiosamente, questa chiave non va cercata all'interno di M82, ma nelle sue immediate vicinanze. Situata nella costellazione dell'Orsa Maggiore e distante poco meno di 12 milioni di anni luce, M82  non viaggia da sola nell'universo, ma è sempre in compagnia di un gran numero di altre galassie - circa una trentina - che costituiscono il cosiddetto “Gruppo di M81” (il nome deriva ovviamente da M81, conosciuta anche come Galassia di Bode che è l'oggetto più grosso del Gruppo). Ecco che il mistero inizia a svelarsi: M81 e M82 sono molto vicine tra loro (la distanza che le separa è di soli 300.000 anni luce), e questo fa sì che la nostra Sigaro risenta dell'influsso gravitazionale della più grande e massiccia Bode. Come risultato di questa interazione, M82 viene parzialmente deformata e sopra essa vengono riversate enormi quantità di idrogeno; siccome gli ingredienti fondamentali per la nascita di nuove stelle sono una grande riserva di gas e forti fenomeni gravitazionali, il mistero sul quale ci eravamo prefissi di indagare è quindi completamente svelato.


Oggetti di questo tipo vengono solitamente chiamati Galassie Starburst, poiché “Starburst” è il termine con il quale vengono indicate le regioni dello spazio caratterizzate da un alto tasso di formazione stellare. All'interno di M82, questi processi avvengono con un ritmo 10 volte superiore a quello di una galassia normale ed interessano un'area di circa 500 parsec (oltre 1600 anni luce); per questi motivi, essa viene solitamente indicata come l'archetipo per antonomasia delle Galassie Starburst. Tali caratteristiche hanno anche un'altra importante conseguenza: M82 è un luogo ideale in cui “dare la caccia” ad eventuali supernove; dal 1986 ad oggi ne sono state osservate addirittura quattro, l'ultima è la recentissima SN 2014J  


Non c'è che dire, la Galassia Sigaro è proprio un oggetto particolare ed interessante; oltretutto, con una magnitudine apparente di 9,3, è individuabile anche con l'ausilio di un buon binocolo. Infine, essendo un oggetto circumpolare, è visibile in diversi mesi dell'anno.


Nella nostra immagine ripresa lo scorso mese di marzo si vede ancora molto chiaramente la SN 2014J. Per riconoscerla aiutatevi con le immagini in BN al link http://www.osservatoriosormano.it/newsdett/162/Un-universo-imprevedibile dedicato alla supernova scoperta nel mese di gennaio